Calcio Como, asta deserta: adesso si contano i giorni
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Calcio Como, asta deserta: adesso si contano i giorni

(m.pv.) Dieci giorni in stand by, «in attesa di offerte». Poi verrà fissata la nuova asta fallimentare, l’ultima a disposizione di acquirenti che per il momento non si vedono. Continua il calvario del Calcio Como, gloriosa squadra della città che nessuno vuole. Anche l’asta di ieri mattina, come si temeva, è andata deserta. La base era stata fissata a 401.250 euro, cifra ritenuta troppo alta. La soluzione però – sforzandosi di essere ottimisti – potrebbe esserci e sarebbe “nascosta” in questi dieci giorni, forse meno, concessi dal giudice Marco Mancini in accordo con il curatore fallimentare Francesco Di Michele prima di fissare la data di una nuova asta, che verosimilmente andrà a inizio marzo. Perché questo spazio temporale? I rumors parlano di almeno un gruppo, forse due (pare addirittura di matrice svizzera) pronti a presentare una busta, ma in ritardo sulla data di ieri. Se questo fosse vero, ecco spiegati i giorni di tempo lasciati dal giudice e le sue parole di ieri mattina dopo aver dichiarato l’asta deserta per mancanza di offerte.
«Ci riserviamo di comunicarvi in tempi strettissimi, una settimana o poco più, la data della prossima asta. Siamo in attesa di offerte credibili, libere ma credibili». Insomma, se c’è qualcuno interessato si faccia avanti fin da ora con la sua offerta che verrà poi vagliata e diventerà base d’asta per marzo. «Nel frattempo andiamo avanti con l’esercizio provvisorio – ha detto il curatore – con l’obiettivo di riuscire a finire il campionato».
I presenti hanno poi voluto ringraziare il comitato dei creditori, sottolineando anche come senza «esercizio provvisorio oggi il Calcio Como non avrebbe potuto giocare, pendendo tutti i titoli sportivi».
Se questi dieci giorni dovessero passare senza alcun segnale, verrà comunque fissata una nuova asta a 302.000 euro.
La chiosa è poi velata di amarezza, sia da parte del giudice sia da parte del curatore: «Pensavamo che la presenza di tanti imprenditori in questo territorio fosse una leva importante per il salvataggio del Como». Speranza purtroppo andata delusa.

25 gennaio 2017

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Mario Rapisarda

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