Calcio Como, asta deserta. Mercoledì l’ultimo appello per la vendita del club
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Calcio Como, asta deserta. Mercoledì l’ultimo appello per la vendita del club

Niente da fare. Anche oggi l’asta per rilevare il Calcio Como è andata deserta. Nemmeno 300mila euro o poco più sono stati ritenuti una cifra conveniente per tentare l’avventura alla guida della gloriosa società azzurra. Tutto verrà spostato nuovamente a giovedì per la quarta asta. Con temine per la consegna delle buste a mezzogiorno di domani.
La conferma è arrivata oggi, alle 11, quando il giudice fallimentare Marco Mancini, con a fianco il curatore Francesco Di Michele, ha aperto e chiuso in pochi secondi l’udienza annunciando l’assenza di buste. È il terzo tentativo che si risolve con un doloroso nulla di fatto.
Si era partiti sul finire dello scorso anno, a dicembre, con 713mila euro di base d’asta, poi scesi via via a 535mila euro (con la possibilità di fare offerte a partire da 401mila euro) e ora a 302mila euro. La prossima base d’asta – quella di dopodomani – sarà di 227mila euro. Poi sarà l’ignoto.
C’era più fiducia in questi giorni, dopo l’interesse che era stato manifestato da più gruppi nelle settimane precedenti. Si è parlato di migliaia di mail, di carte analizzate, di visite guidate allo stadio e a Orsenigo, che evidentemente sono rimaste tali. Un pomeriggio diverso dal solito e basta.
Perché poi, alla prova dei fatti, che del resto fa la differenza tra i “bla bla bla” e le cose vere, concrete, tangibili, nulla è cambiato.
E a questo punto non azzardiamo più niente nemmeno per domani, quando alle 12 scadrà il nuovo termine per la consegna delle buste per l’asta di giovedì.
Anche perché il presunto acquirente – sempre ammesso che ci sia davvero, cinese, svizzero, brasiliano o semplicemente comasco – per risparmiare 70mila euro o giù di lì si sarebbe preso un ulteriore giorno di tempo accettando il rischio di veder presentare un’altra busta. Sperando che sia effettivamente così e non, invece, che semplicemente del Calcio Como non interessi niente a nessuno.
Non aveva voglia di parlare, alla vigilia dell’ufficializzazione di questo nulla di fatto, nemmeno il curatore fallimentare, Francesco Di Michele: «Mi richiami tra 48 ore, sono delusissimo ed è meglio che ora non dica nulla. Non ci credo ancora, eppure è così. Aggiungo solo che miracoli non ne possiamo fare. Aspettiamo mercoledì e se saremo nelle stesse condizioni allora tutto sarà possibile». Anche l’esito peggiore immaginabile. Perché poi ogni decisione potrebbe essere presa. Ovviamente dopo aver sentito il comitato dei creditori del Calcio Como fallito dell’ex presidente Pietro Porro, ma soprattutto il giudice Marco Mancini. Sì, insomma, da mercoledì alle 12 potremmo davvero essere sull’orlo del precipizio.
Mauro Peverelli
14 Marzo 2017

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