di Furio Fedele, Opinioni & Commenti

Calcio Como, l’abito non fa il monaco

Di Furio Fedele

Domani il Calcio Como conoscerà il suo destino. Serie C o D? Questo non è il vero dilemma. Anzi. Nel calcio non è l’abito che fa il monaco… L’attuale dirigenza azzurra è determinata, aggressiva, guerriera. Ma sarebbe stato meglio concentrare gli sforzi e le risorse nel finale dello scorso campionato, piuttosto che ingaggiare i migliori avvocati per fare la guerra a  colpi di carte bollate. Il Tar del Lazio dovrà decidere se il Calcio Como è nel giusto. Ma poi, in caso di vittoria, siamo sicuri che gli azzurri saranno altrettanti vincenti e determinati fra i professionisti? Programmazione, idee chiare e disciplina sono alla base di qualsiasi successo. Il Calcio Como di questi ultimi anni non è comunque l’eccezione che conferma la regola. L’Italia di Mancini è il simbolo di un movimento claudicante, deprimente, mortificante. Poche idee, pessime, una governance che  già a livello di Serie B (mutilata da 22 a 19 squadre) ha dimostrato di essere approssimativa  e deludente. Il Calcio Como deve seguire gli esempi positivi (sì, ce ne sono anche qui da noi…) rappresentati da realtà similari come Empoli, Frosinone, Ferrara, Bergamo… Città meno conosciute di Como nel mondo globale, ma che nel calcio dei Grandi hanno saputo conquistare uno spazio importante, solido, duraturo. Gestioni oculate, chilometro zero dove, pur senza vantare dinastie da kolossal, gli imprenditori locali sono entrati in sintonia con le istituzioni. Non è un caso che le fondamenta di queste società (tutte ancorate più o meno saldamente in Serie A) siano affidate a stadi non solo nuovi ma anche rinnovati con giudizio e competenza. Niente archistar, sogni e illusioni. Solo idee chiare, un rapporto diretto con la realtà, la voglia suprema di regalare ai rispettivi tifosi una casa del calcio, non una inutile cattedrale nel deserto. Serie C o Serie D? Lo ripetiamo: non è questo il dilemma, nè tanto meno il problema. Il Calcio Como deve ripartire con le sue gambe. Con il Sinigaglia finalmente reso funzionale, non solo per la meraviglia del lago più bello del mondo. La Como che produce e lavora aspetta solo questo: un segnale di civiltà dopo gli scempi della Ticosa e del Lungolago. Nonostante i numerosi e reiterati tentativi di abbruttirla e di umiliarla, Como è pronta a raccogliere la sfida più importante. Como non ha bisogno di affaristi e avventurieri. Ha bisogno di certezze. Como merita rispetto.

12 settembre 2018

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UN COMMENTO SU QUESTO POST To “Calcio Como, l’abito non fa il monaco”

  1. Ecco centrato il punto. E questo deve essere l’obiettivo di questa società e lo deve sapere. Noi facciamo la nostra parte manifestandolo pubblicamente. Anche da questo piccolo spazio che ci viene concesso. Se già qualche decina di tifosi e amanti del Como scrivessero qui di condividere quanto detto in questo articolo forse anche questa società sarebbe in grado di capire quale deve essere il loro obiettivo.

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