Calcio Como, subito la scelta della cordata

Da otto a quattro. Le cordate che sperano (e hanno intenzione) di rilanciare il Como si dimezzano. Lasciano il campo l’avvocato campano Bruno Tommasetti, il comasco di origini sudamericane Domingo Merry del Val e i pugliesi Pasquale Bacco e Nicola Galliani. Mentre il progetto La Prima Squadra al Servizio del Settore Giovanile di Matteo Elli e Stefano Maccoppi si aggancia al treno di un altro concorrente, Giuseppe Bruccoleri. L’ottimismo per il futuro del pallone lariano esploso con la presentazione, una settimana fa, di ben otto “offerte” al Comune si è un po’ offuscato. Ma forse nemmeno troppo, dato che in pista sono comunque rimasti quattro gruppi, tutti apparentemente solidi e disposti a impegnarsi seriamente per il rilancio delle maglie azzurre.
Giovedì scadevano i termini per inviare a Palazzo Cernezzi le documentazioni aggiuntive richieste dalla commissione giudicatrice a garanzia della solidità degli stessi concorrenti. Come detto, sono state soltanto quattro le cordate che hanno risposto positivamente. In stretto ordine alfabetico, si tratta della Ariete srl, che fa riferimento all’imprenditore campano Francesco Agnello e ad Aurelio Giulianelli; di Giuseppe Bruccoleri, al quale, come detto, si è unito il progetto dell’ex calciatore Stefano Maccoppi; della Heritage Sports Holdings di Victor Pablo Dana; e, infine, della Nicastro Group 360° Real Estate Investments di Massimo Nicastro, con il quale collaborano l’imprenditore romano Roberto Renzi e l’ex presidente del Como Enzo Angiuoni.
In via ufficiosa, il Comune ha fatto sapere che già venerdì mattina, attorno alle 10, la commissione voluta dal sindaco Mario Landriscina per valutare le offerte si riunirà in municipio ed esaminerà tutta la documentazione spedita dai vari concorrenti. L’obiettivo è di chiudere in giornata e di comunicare immediatamente l’esito delle stesse valutazioni.
Secondo le regole della Federcalcio, perché una società possa subentrare nel titolo sportivo a un’altra fallita o non più affiliata e richiedere l’iscrizione a un campionato di serie D o di Eccellenza occorre il sostegno esplicito del sindaco. Questi deve infatti “garantire” la solidità del progetto, oltre ad assicurare la disponibilità dello stadio.
Com’è noto, dopo il fallimento e l’acquisto all’incanto del vecchio Calcio Como, la nuova società costituita dalla donna d’affari anglo-ghanese Akosua Puni Essien non ha mai chiuso le pratiche per l’affiliazione alla Federcalcio. Nonostante un tentativo in extremis di iscrizione al campionato di Lega Pro, il presidente della Figc – d’intesa con la Covisoc, la commissione che vigila sui bilanci societari – aveva deciso di riprendersi il titolo sportivo, aprendo di fatto la strada a un’unica soluzione: il cosiddetto Lodo Petrucci.
Sulla strada che porta alla rinascita del Como sono adesso rimasti in quattro. La decisione finale sarà del sindaco e della commissione di saggi. Una “sentenza” attesa entro poche ore.

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