Calcioscommesse, fermato l’ex allenatore del Como Ninni Corda

Ninni Corda, ufficialmente collaboratore tecnico del Como 1907

Ninni Corda, ex allenatore del Como Ninni Corda, ex allenatore del Como

L’ex allenatore del Como Ninni Corda, ora sulla panchina del Barletta, è stato travolto dalla nuova inchiesta sul calcioscommesse che coinvolge decine di squadre di Lega Pro e serie D. Il Calcio Como non compare in alcun modo nell’indagine, relativa a un periodo in cui il mister Corda aveva già lasciato la guida degli azzurri.
La nuova bufera destinata a sconvolgere il mondo del calcio è scoppiata ieri mattina con l’operazione “Dirty Soccer”. Ben cinquanta le persone fermate, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla frode nelle competizioni di calcio.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ipotizza l’esistenza di due organizzazioni criminali che avrebbero agito con l’obiettivo di combinare i risultati delle partite di calcio. L’indagine degli inquirenti ha analizzato decine di partite di Lega Pro e Serie D, con un totale di 33 squadre coinvolte.
Gli agenti della polizia di Stato hanno eseguito 50 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto. Nell’elenco dei destinatari della misura anche l’ex allenatore del Como Ninni Corda, sulla panchina azzurra fino al 2008 e attualmente al lavoro in Puglia, alla guida del Barletta.
L’ex allenatore del Como è coinvolto nell’indagine esclusivamente nella sua veste di mister del Barletta. Nel lungo elenco di partite che, secondo gli inquirenti, potrebbero essere state combinate, compaiono le sfide Barletta-Catanzaro, Aversa Normanna –Barletta e Barletta-Vigor Lamezia. Oltre ai provvedimenti di fermo, sono state eseguite perquisizioni nelle abitazioni di altri indagati e nelle sedi di Sambiase e Vigor Lamezia.
Alle combine, secondo la tesi dell’accusa, avrebbero partecipato a vario titolo dirigenti, allenatori e calciatori di numerose squadre di calcio. Le partite i cui risultati potrebbero essere stati falsati sono state disputate tutte nei campionati in corso e hanno visto il coinvolgimento di 20 squadre delle Lega Pro e 13 della Lega Nazionale Dilettanti.
Le due organizzazioni coinvolte, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, “agivano” direttamente su alcuni calciatori considerati disponibili a combinare le partite. I giocatori che accettavano di alterare i risultati dei match ottenevano in cambio, a seconda della situazione, somme di denaro di varia entità oppure promesse di ingaggi più remunerativi in altre squadre.
A.Cam.

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