Calcioscommesse: indagato il comasco Davide Caremi

Contestata la presunta combine di Pisa-Albinoleffe. È stato chiamato in causa da un ex compagno
Adesso c’è anche la conferma. La procura di Cremona, nei giorni scorsi, ha iscritto anche il nome di Davide Caremi, 27anni residente ad Albavilla, tra gli indagati della vicenda calcioscommesse. Al calciatore cresciuto nel Como – inserito al numero 39 della lista – il pm contesta la partecipazione alla combine della gara Pisa-AlbinoLeffe del 7 marzo 2009. La svolta è arrivata dopo l’interrogatorio di Filippo Carobbio, giocatore che all’epoca militava nella squadra bergamasca. «Carlo Gervasoni (altro ex del Como) ci riferì che c’era la proposta di quelle persone (il riferimento è agli scommettitori denominati “zingari”, ndr) affinché noi perdessimo la partita con il Pisa… evitando però di prendere gol nei primi minuti». Due dei giocatori contattati per la manipolazione del match si chiamarono fuori. «In seguito ci furono altri contatti e aderimmo all’accordo». E Caremi, a sentire Carobbio, fu colui che entrò a “sostituire” chi si era chiamato fuori. «A fine gara ci promisero 15mila euro a testa».
Sul capo del calciatore comasco non ci sarebbero altre contestazioni. Questa “chiamata” di Carobbio è però bastata per fare iscrivere Caremi sul registro degli indagati. Una forma di garanzia, per la procura di Cremona, che nei prossimi giorni potrebbe chiamare il calciatore per permettergli di fornire la propria versione dei fatti.
Intanto, sempre da Cremona, rimbalza una seconda notizia: è il primo e unico interrogatorio fin qui concesso da Almir Gegic, considerato dalla procura il leader degli scommettitori denominati “zingari” «con base operativa a Como». Il giocatore slovacco è latitante da mesi, ma nelle ultime ore è emerso un suo interrogatorio addirittura dello scorso mese di settembre, tenuto di fronte al procuratore pubblico ticinese Nicola Corti in cui Gegic spiega la sua versione dei fatti e parla a lungo anche della sua amicizia con Mauro Bressan, ex capitano del Como e altro indagato lariano dalla procura di Cremona. L’occasione del faccia a faccia non fu per il calcioscommesse – anche se poi di quello si parlò – ma per le successive indagini elvetiche aperte in relazione al presunto riciclaggio di denaro di Gegic che non hanno portato a nulla. Per questo tutte le domande iniziali furono imperniate sulla grande movimentazione di soldi dal conto corrente, denaro accantonato in poco tempo. E di fronte al procuratore pubblico che l’incalzava, Gegic rispose: «Io e i miei familiari siamo capaci di vivere con una austerità che forse non è così usuale per gli svizzeri. Noi siamo abituati ad accontentarci di poco e siamo in grado di spendere poco».
Inevitabile poi affrontare il discorso degli “zingari”, ovvero quelli che per la procura di Cremona sono un gruppo di scommettitori che premevano per alterare i risultati delle partite del campionato di calcio italiano. «Questa storia degli “zingari” è una invenzione degli italiani – disse Gegic al magistrato elvetico – Non sono un patito delle scommesse, ma mi capita di farne per puro divertimento: gioco al massimo 100, 200 euro».
Al massimo, secondo la sua versione, il calciatore slovacco era un catalizzatore di soldi per le scommesse: «Mi è capitato di raccogliere soldi di amici per scommettere insieme, escludo però di aver mai truccato partite. Bressan? Mi è capitato di ricevere soldi anche da lui, si trattava di piccoli importi, 2 mila, 3 mila euro». Bressan è stato indagato per la combine tra Taranto e Benevento del marzo 2011. «Io e “Brix” (il soprannome di Bressan, ndr) volevamo giocare su quella partita. Quella scommessa alla fine l’abbiamo cancellata. La quota era precipitata e non ne valeva la pena. Se ricordo bene dovevano versare tra i 2 mila e i 4 mila euro».
«Preciso – concluse Gegic – che mi capitava che “Brix” mi proponesse scommesse ma non ho partecipato a tutte anche perché non sempre mi offriva la possibilità di aggiungermi». Un disegno che Gegic fa di sé, dunque, ben diverso da quello del burattinaio di una banda di “zingari” fatto dalla procura di Cremona che difficilmente sarà d’accordo con questa tesi.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Davide Caremi, centrocampista di Albavilla: la procura contesta una sola combine

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