Piero Caldirola, genio della fisica

altScienza. È il centenario della nascita dello studioso cui è intitolata la diga foranea di Como e che conobbe Enrico Fermi
È intitolata al noto fisico comasco Piero Caldirola la diga foranea cittadina. E proprio quest’anno ricorre il centesimo compleanno dello scienziato lariano, nato a Como il 5 dicembre 1914 e scomparso a Milano il 31 luglio 1984.
Caldirola fu uno dei creatori della scuola italiana di fisica teorica dello stato solido e, insieme a Fausto Fumi e Luigi Giulotto, formò tra Milano e Pavia un primo gruppo di fisici dello stato solido, sia teorici come Roberto Fieschi, Franco Bassani e Mario Tosi, sia sperimentali come Gianfranco Chiarotti.

Innumerevoli sono i riconoscimenti ottenuti dal ricercatore comasco per la sua fittissima attività nel campo teorico, applicativo e di indagine, nonostante le sue semplici origini. Il padre Giuseppe, infatti, era un artigiano che possedeva notevoli abilità, pur avendo frequentato solo la scuola elementare, mentre la madre Ida era figlia di un giardiniere ed era cresciuta con i figli del marchese Porro Lambertenghi. Fin da piccolo Caldirola ebbe una predilezione per la matematica e la poesia, ma notevoli furono le sue difficoltà in italiano, dato che in famiglia si parlava il dialetto. Così si iscrisse al liceo scientifico Giovio, dove fu attratto dalla fisica, materia in cui si laureò nel 1937 con una tesi sperimentale sulla diffusione dell’idrogeno attraverso il palladio riscaldato, conseguendo la lode nonostante lui stesso abbia asserito in quell’occasione: «Le mie abilità sperimentali erano zero, comunque? mi diedero la lode lo stesso». 

 

Le sue doti non passarono inosservate, visto che l’anno seguente si recò a Roma da Enrico Fermi, presentato da Rita Brunetti come un giovane con grandi attitudini per la fisica teorica.
Nel corso della sua brillante carriera prese parte a numerosi dibattiti scientifici, passando dalla fisica teorica a quella applicativa in campi quali quello della propagazione di onde elettromagnetiche nei plasmi, della biofisica, della fisica sanitaria e della fusione termonucleare.
Sono questi solo esempi dell’intensa e proficua attività del poliedrico scienziato, che ebbe anche una passione per l’arte moderna, di cui fu un esperto estimatore grazie alla sua amicizia con l’artista Aldo Galli, esponente del “Gruppo di Como”, dal quale, nel 1922, nacque in Italia l’Astrattismo. Fino al 28 settembre è dedicata al pittore la mostra “Aldo Galli. Luci e astrazioni di città” nella Pinacoteca di Como.
Uno dei primi riconoscimenti ricevuti dallo scienziato è il premio Somaini per la fisica, attribuitogli nel 1952, anno della sua istituzione da parte dell’omonima Fondazione, nata con lo scopo di onorare la memoria dell’imprenditore comasco, fondatore del sodalizio, e di favorire gli studi di fisica in Italia, nel nome di Alessandro Volta. Seguiranno il premio nazionale del presidente della Repubblica nel 1956, un premio nazionale dell’Accademia dei Lincei nel 1957 e alcune medaglie d’oro, tra cui quella “Alessandro Volta” nel 1978.
Oltre alla diga foranea di Como, al celebre fisico sono stati dedicati una strada di Milano, l’Istituto di Fisica del Plasma del Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Centro Internazionale per la Promozione della Scienza – Scuola Internazionale di Fisica del Plasma, con sede a Varenna, di cui Caldirola fu il primo presidente e direttore.
E proprio nel centro lacustre dall’1 al 5 settembre si terrà un convegno internazionale sulla teoria di fusione del plasma, nel quale interverranno noti luminari mondiali della fisica. Info su www.ispp.it.

Cristina Fontana

Nella foto:
un ritratto del fisico comasco Piero Caldirola, cui è intitolata la diga foranea cittadina. 

Articoli correlati

1 Commento

  • Avatar
    Sarah Beg , 13 Novembre 2018 @ 12:11

    Il mio carissimo Nonno Piero!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.