Calo delle nascite e famiglie da rivalutare

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

Per il decimo anno consecutivo le nascite in provincia di Como sono in riduzione. Nel 2018, rispetto al precedente, oltre il 4%. Perché si fanno meno figli dalle nostre parti? Come in tutti i temi complessi, non esiste una sola risposta, ma ne vanno articolate diverse.

Vediamo le analisi: gli esperti hanno detto da un lato che è colpa della crisi economica e che peraltro la razza umana si sta estinguendo. Credo che nel secondo caso ci sia una simpatica ventata provocatoria, non si spiegherebbe infatti come mai sul pianeta Terra gli abitanti, ora a 7,53 miliardi, siano in costante crescita. Si spopolerà il territorio lariano? Non credo, ci saranno invece spostamenti migratori per venire a pescare alborelle e lavarelli. Non pensiamo neppure sia la crisi economica che induce i nostri figli a riprodursi meno, infatti, per dirne una, il bengalese che vende i fiori sul lungolago, e che non sembra tra i più ricchi della convalle, di figli ne ha quattro.

Probabilmente le giovani coppie comasche stanno molto bene così, i figli non costano solo in termini economici, ma soprattutto in fatica, e più di tutto in tempo, ascolto e dedizione. Carriera, viaggi, ascensore sociale, divertimenti, aperitivi e social sono invece difficilmente conciliabili con i figli. E poi è anche vero che alla prima difficoltà le giovani coppie vanno in frantumi, ciascuno per sé, prima ancora che i bimbi siano in cantiere. Ma questo si sapeva da tempo.

Il dato demografico “teneva” perché gli immigrati avevano un tasso di natalità in linea con quello dei propri Paesi di origine e quindi continuavano a fare figli anche da noi, salvo poi mutuare il nostro stile di vita, ed anche scontrarsi, nel loro caso sì, con la nostra anemica economia. A questo proposito, sapete chi è considerato il più ricco del villaggio in certi villaggi dell’Africa? Colui che ha più figli. Dai noi chi ha più euro, o più potere. Lasciamo al lettore assegnare le proprie ragioni agli uni o agli altri.

Sta di fatto che dalle nostre parti nascono meno bambini. Cosa fare? Asili gratis? Periodi di maternità più lunghi? Politiche di detassazione dei prodotti per neonati? Ben vengano ovviamente, ma un figlio non costa solo i primi uno-due anni. Un figlio, se vogliamo considerarlo un costo sfiorando la bestemmia, è in carico per decenni. Quindi è il valore della famiglia che va riposizionato nella nostra Società, ed anche della famiglia (almeno un po’) numerosa.

La cosa vera e immediata da fare invece in termini di politiche sanitarie è rivedere i punti nascita, mettere in rete, razionalizzare le risorse. Avremo meno culle? Bene, anzi male, ma che siano super-sicure, e specializzate al salvataggio di neonati  a pretermine o con difficoltà di qualsiasi tipo. Insomma, qualunque sia la causa del cambiamento, non piangiamoci addosso, ma accettiamolo ed affrontiamolo.

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