Camera di Commercio, fumata nera sullo statuto

Camera di Commercio Como

Confindustria Como non si allinea alle scelte della maggioranza che governa la Camera di Commercio di Como e Lecco. E in via Parini salta l’approvazione del nuovo statuto, attesa ormai da oltre un anno. Questa volta, il tema del contendere è stato il destino delle commissioni di lavoro. “Sparite” dal testo dell’articolo 16 dello statuto. «In consiglio – racconta Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil del Lario e rappresentante della componente sindacale in Camera di Commercio – c’è stato un confronto netto tra chi avrebbe voluto approvare un richiamo generico alla possibilità di istituire commissioni di lavoro e chi, invece, queste stesse commissioni avrebbe voluto istituzionalizzare all’interno dello statuto». La prima opzione è stata promossa dalla giunta, la seconda invece dai rappresentanti della cosiddetta “minoranza”. Ai quali, però, si sono aggiunti i rappresentanti di Confindustria Como che, ancora una volta, hanno preso le distanze dal presidente Marco Galimberti. Al momento del voto, la proposta caldeggiata dall’esecutivo ha raccolto soltanto 17 voti su 31 presenti. Affinché l’articolo 16 potesse essere approvato servivano tuttavia 22 voti, la maggioranza qualificata dei due terzi dell’intera assemblea (composta da 33 persone in totale). Tutto si è quindi fermato. Lo stesso Monteduro, con altri, ha subito chiesto che fosse portata al più presto all’attenzione del consiglio una proposta di mediazione. Nel frattempo, via Parini rimane senza statuto. «In un momento importante sono volati un po’ di stracci – ha commentato Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti Como e componente della “minoranza” in rappresentanza del settore del commercio – Galimberti ha sempre parlato della necessità di condividere le scelte e dell’importanza della partecipazione, ma poi al momento di prendere una decisione ha tentato di far prevalere la vecchia idea di una Camera di Commercio governata dall’alto. Questa volta, però, il no al potere discrezionale della giunta è stato più forte».

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