Camera di Commercio, si va alla conta

Gli industriali hanno presentato ieri il programma di mandato Ambrogio Taborelli può contare al momento su metà dei seggi
Non si sblocca la situazione di stallo che caratterizza, al momento, la corsa per l’elezione del futuro presidente della Camera di Commercio di Como. Ieri mattina, nella sede di Confindustria, Ambrogio Taborelli, candidato ufficiale della “maggioranza” – ovvero delle associazioni di categoria che con il loro apparentamento hanno conquistato 14 seggi su 28 nel nuovo consiglio camerale – ha presentato ai suoi potenziali sostenitori, con l’ausilio di qualche slide, il programma di mandato.
Gli obiettivi indicati sono abbastanza generici: maggiore condivisione nelle scelte, apertura al mondo delle associazioni, collaborazione con il territorio.
Per ammissione degli stessi partecipanti alla riunione, ieri non si è parlato di organigrammi, il vero e unico punto dolente che rischia di far saltare il tavolo.
Sono almeno due i problemi rimasti per ora privi di soluzione.
Il primo riguarda la presenza in giunta della componente artigiana. La Cna, che fa parte della maggioranza, rivendica l’ingresso nel nuovo esecutivo. Soprattutto, pone un veto assoluto alla nomina nella stessa giunta di Marco Galimberti, presidente di Confartigianato. Il secondo tema è relativo alla Compagnia delle Opere.
La riduzione a 6 dell’esecutivo di via Parini non garantirebbe alla Cdo il posto nel governo della Camera di Commercio. A quel punto, i tre voti dell’associazione degli imprenditori cattolici potrebbero essere dirottati altrove o finire, in una prima fase, nel freezer, in attesa che qualcosa si sblocchi.
Lo scenario più credibile, per il 18 novembre – giorno in cui è convocato il rinnovato consiglio camerale – è la mancata elezione nei primi due turni del presidente.
Chi è abituato a scommettere su numeri e scrutini vaticina già il risultato della prima e della seconda votazione: 14 a favore di Taborelli, 12 a favore di Marco Galimberti e 2 astenuti. Si tratta di ipotesi, non troppo lontane, però, dalla realtà dei fatti. Una possibile via d’uscita potrebbe essere trovata domani nell’incontro in programma tra “maggioranza” e “opposizione”.
Tuttavia, è difficile immaginare che gli industriali, per raccogliere voti sul proprio candidato, siglino un’intesa con la componente minoritaria rischiando di mandare gambe all’aria l’apparentamento uscito vincitore dalla prima fase.

Da. C.

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