Camera di Commercio: Taborelli eletto presidente: «Un polo espositivo unico»

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No ai contributi diretti alle aziende
(da.c.) «Metà poeta, metà contadino». Ambrogio Taborelli, 65 anni, eletto ieri al vertice della Camera di Commercio di Como con 22 voti (su 28 disponibili), si è definito così: uomo capace di sognare restando saldamente ancorato alla terra. Al termine del discorso con cui ha accettato la candidatura a numero uno di via Parini, l’imprenditore tessile ha spiegato con una metafora il suo modo di essere. Ha descritto sé stesso come un «sognatore» con l’ambizione di decidere.
Perché su

una cosa, Taborelli, non ha lasciato spazio alle possibili interpretazioni: «Le scelte si faranno – ha detto – E non accetterò che le discussioni si protraggano soltanto per il gusto di farle».
È stata quindi archiviata, ieri mattina, la lunga fase di governo della Camera di Commercio targata Paolo De Santis. Molti gli apprezzamenti alla giunta uscente: qualcuno di pura maniera, altri sinceri.
Il fatto è che adesso si cambia. E, probabilmente, in modo radicale. Da un lato, perché le risorse scarseggiano e l’ente camerale non potrà più permettersi investimenti onerosi.
Dall’altro perché insieme con gli uomini si sono alternate anche le filosofie. Quella precedente, molto ambiziosa sul terreno culturale e della proposta politica, lascia il posto a un pragmatismo molto comasco. Tipico di un capitano d’industria abituato a fare i conti prima di mettere in movimento le ali.
In ogni caso, Taborelli ha dato alcune indicazioni di fondo che circoscrivono in maniera precisa i progetti del suo mandato quinquennale. Formalmente, il programma vero e proprio «sarà realizzato in modo condiviso», ha detto il neopresidente della Camera di Commercio. Ma qualche idea è già chiara.
Prima fra tutte, la necessità di razionalizzare la spesa e di ridurre gli sprechi. In questo caso, la proposta molto netta, avanzata da Taborelli, è stata l’unificazione del governo dei due «poli espositivi di Villa Erba e Lariofiere, entrambi strategici ma complementari tra loro. Si tratta di fare sistema – ha spiegato l’imprenditore olgiatese – immaginando una guida unica delegata alla Camera di Commercio».
Altre proposte sono state soltanto accennate in modo più sintetico. L’elenco può aiutare a comprendere il raggio d’azione entro cui Taborelli intende muoversi: e.governement e innovazione; promozione delle infrastrutture (con il ripescaggio della Varese-Como-Lecco); ecosostenibilità degli interventi a favore dello sviluppo; attrattività del territorio; collaborazione pubblico-privato; lavoro costante sul capitale umano attraverso il consolidamento del «rapporto tra imprese, scuola e università» (quest’ultima da «potenziare»).
Sul sostegno alle imprese, Taborelli ha dato infine un segnale interessante, forse controcorrente rispetto alle attese.
Ha parlato di «effetto moltiplicatore» da realizzare «con il sostegno ai settori e non alle imprese». Politiche di filiera, quindi. Non contributi diretti alle aziende, come pure è accaduto in altre Camere di Commercio del Nord della Lombardia.

Nella foto:
Imprenditore
Ambrogio Taborelli, imprenditore tessile, è il nuovo presidente della Camera di Commercio (Mv)

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