Camera e Senato: ecco i collegi. Como, più chances nel proporzionale

Tra due mesi e una manciata di giorni si vota e la politica comasca, ancora una volta, è chiamata a una difficile e complicata battaglia per affermare le ragioni (e la rappresentanza) del territorio.
Detto in altri termini: i partiti lariani dovranno dimostrare sul campo quanto contano. Come diceva il poeta, qui si parrà la loro nobilitate. Per gli elettori non sarà difficile valutare e giudicare il “peso” politico delle forze in campo. Basterà dare un’occhiata alle liste elettorali. Leggere nomi e scorrere le collocazioni dei singoli. Nei collegi e nel proporzionale.
Uninominale, risultato già deciso
Il discorso, in realtà, almeno per ciò che riguarda l’uninominale, vale quasi unicamente per il centrodestra. Coalizione che, sondaggi alla mano, dovrebbe portare a casa un risultato pieno.
I Comuni della provincia di Como sono ricompresi alla Camera in tre collegi: due interamente lariani (Como e Cantù) e uno in coabitazione con Sondrio.
È lecito attendersi che almeno due dei tre candidati a Montecitorio nell’uninominale siano espressione del nostro territorio.
Al Senato, invece, la cosa appare un po’ più complicata. Entrambi i collegi uninominali in cui è suddiviso il Lario sono in coabitazione con comuni di altre province. Nel collegio di Como sono stati inseriti infatti 20 paesi del Varesotto, compresi Saronno e Busto Arsizio.
Il collegio di Cantù comprende addirittura l’Erbese, le Valli, il Centro e l’Altolago e tutta la Valtellina. In totale, 178 comuni e un’estensione di oltre 210 chilometri (in pratica, la distanza tra Livigno e Cabiate calcolata da Google Maps).
Difficile, al momento, azzardare una previsione sulle scelte del centrodestra per l’uninominale a Palazzo Madama. Non è improbabile che proprio il collegio di Cantù, considerato tra i più sicuri in tutto il Paese, possa essere appannaggio di un dirigente nazionale, qualcuno cioè al quale è necessario garantire un seggio o la riconferma.

Proporzionale, giochi totalmente aperti
Lo scenario cambia molto sul versante del proporzionale. Alla Camera, Como potrebbe sfruttare a suo vantaggio lo sdoppiamento della circoscrizione Lombardia 2.
Il Lario è infatti inserito in un collegio plurinominale che comprende anche Sondrio e Lecco ma non Varese.
I deputati da eleggere in questa circoscrizione sono 8, ragione per cui i partiti comaschi possono ben sperare di piazzare qualche loro candidato nei posti alti delle liste, gli unici che hanno valore essendo le stesse liste bloccate e non potendo i cittadini esprimere alcuna preferenza.
Al Senato, la circoscrizione Lombardia 3 è invece più ampia – ne fa parte anche la provincia di Varese – e i candidati soltanto 7.
In linea di principio, per mandare un deputato a Montecitorio dalla circoscrizione comasca serve almeno il 12%, che con il gioco dei resti può diventare anche 10 o meno. Per eleggere un senatore nella circoscrizione Lombardia 3 bisogna invece raccogliere tra il 14 e il 15%. Il riparto dei seggi con i resti a livello regionale potrebbe tuttavia assegnare qualche chances di successo anche a liste che dovessero ottenere percentuali inferiori al 10%.
Lo scenario possibile
Una cosa è chiara, quantomeno sulla carta. Como, che oggi esprime 4 parlamentari (due del Pd e uno ciascuno di Lega e Scelta Civica) dovrebbe poter tornare in Parlamento con almeno due deputati e due senatori. Ma l’assenza di Varese dalle liste del proporzionale alla Camera costituisce un vantaggio notevole che, sfruttato a dovere, potrebbe tradursi in almeno due o tre deputati. Movimento 5 Stelle, Pd e gli stessi partiti del centrodestra sono tutti in grado di occupare con i propri candidati comaschi le teste di lista. Uno scenario possibile. Quanto probabile, non è facile pronosticare.

Dario Campione

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