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Camerlata, l’incredibile storia della stazione unica: per il Comune “nessun problema parcheggi”

La nuova stazione unica di Camerlata senza un parcheggio, se non entro la fine dell’anno in corso e salvo intoppi, già di per sé potrebbe far discutere. Prassi normale, infatti, sarebbe quella di aprire un nuovo scalo ferroviario avendo un adeguato numero di stalli a disposizione. Così non è stato e sono ormai quotidiane le proteste dei pendolari alla ricerca disperata di posti auto e dei residenti che si vedono i mezzi lasciati in sosta ovunque, specialmente nell’area intorno all’adiacente scalo delle Nord di Camerlata.

Ciò che però fa sinceramente riflettere è che lo scorso 30 agosto, ovvero pochi giorni fa, il settore competente in Comune, rispondendo a un’interrogazione sul tema del consigliere comunale del Pd, Gabriele Guarisco ribadiva che «alla data odierna non sono pervenute segnalazioni di criticità relative all’utilizzo del parcheggio di via Scalabrini, (quello in prossimità delle Nord appunto), a seguito dell’apertura della stazione unica». Anche se i fatti degli ultimi giorni stanno dimostrando l’esatto contrario, con continue segnalazioni di disagi. «E non si dica che era fine agosto perché io stesso ho diverse segnalazioni di residenti che si lamentano – spiega Guarisco – Prevedere un simile intervento senza parcheggio o con una data ipotetica mi pare assurdo. Anche perché mancano pochi mesi alla fine dell’anno e ci sono diverse aspetti da tenere in conto». Tra questi anche ulteriori lavori che andranno realizzati – oltre alla semplice spianata dei parcheggi – per realizzare «le rampe di accesso e uscita del parcheggio sulla bretella che va da via Canturina porta in via del Lavoro. Insomma, gli aspetti da valutare sono molteplici».

L’intervento è costato 6 milioni di euro ed è stato realizzato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs Italiane), con un cofinanziamento di Regione Lombardia. Polemico per la situazione che si è venuto a creare anche il consigliere Alessandro Rapinese. «Ennesima dimostrazione di incapacità nel gestire operazioni di un certo rilievo. Forse il sindaco, come in uno dei tanti annunci, fatto in questo caso nel 2017, sta ancora cercando di mettere in pratica il piano allora annunciato di far parcheggiare le auto sotto le mura nei giorni in cui non c’era mercato. Avere uno scalo simile senza, allo stesso momento, posti auto adeguati, ha dell’incredibile», spiega Rapinese.

La conclusione è affidata ancora a Gabriele Guarisco. «Ritengo che quanto mi è stato risposto dal Comune non sia assolutamente sufficiente. Riporterò quanto prima, in una delle prossime sedute di consiglio comunale, questo tema decisivo in aula». In aggiunta ci si si chiede anche perché il Comune, in attesa della realizzazione del parcheggio ufficiale, non utilizzi altre aree presenti in zona «come quella di via Vandelli, che dal 2018 è di proprietà comunale, per creare posti auto così da allentare la pressione», dice Gabriele Guarisco. Pressione che ormai, giorno dopo giorno, sta diventando sempre più forte sulla zona di Camerlata.

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