Reportage

Camerlata, un quartiere da ridisegnare

I residenti chiedono interventi urgenti al nuovo primo cittadino di Como
Tutto sembra essere perfettamente immobile. Da anni Camerlata appare come addormentata. Lo scenario è come cristallizzato e sotto la canicola di ieri pomeriggio il quartiere, fatta eccezione per le macchine in transito, sembrava disabitato.
Immutati anche i soliti, vecchi problemi. Impacchettata ormai da oltre un decennio la palazzina liberty ex Fisac, destinata all’abbattimento, resiste strenuamente proprio alle spalle della piazza. Numerosi residenti hanno segnalato come lo stabile, fatiscente e insicuro, si sia trasformato in una residenza
per sbandati e senza tetto. Pochi passi e sorge, imponente, l’ex Trevitex, il gigante adagiato nel cuore di Camerlata dove, all’interno, sopravvive soltanto un piccolo supermercato, ma non più il multisala, chiuso nell’aprile del 2007. Tutto intorno scorre una viabilità impazzita e ormai prossima al collasso. Soprattutto in via Badone, le macchine passano incessantemente contribuendo ad innalzare l’inquinamento atmosferico e acustico. Cemento, asfalto e smog la fanno da padrone. Gli spazi verdi sono sempre meno e i residenti non sanno più cosa fare. L’età media degli abitanti continua ad alzarsi e gli anziani non possono più contare sui negozi di vicinato. Pochi metri dopo la piazza, sorge anche la controversa via Pino. Strada dove si trovava, fino a pochi anni fa, la moschea poi chiusa e dove oggi opera invece il centro culturale islamico che continua a creare attriti tra comunità musulmana e cittadini.
Questa la Camerlata che il nuovo sindaco Mario Lucini – ieri mattina presente alla festa della polizia con la fascia tricolore nella sua prima uscita ufficiale – si troverà a dover reinventare. Ecco cosa gli chiedono i residenti.
«Da anni ripetiamo, purtroppo, sempre le stesse cose. Al nuovo sindaco non posso che ribadire la necessità di dotare il quartiere di negozi di vicinato. Consentire alle persone, soprattutto anziane, di potersi muovere a piedi per le compere – dice Angela Marceca – Andrebbe poi allargata via Badone per evitare gli incolonnamenti causati da chi vuole svoltare a sinistra in direzione della piazza e da chi punta su Milano. Si crea confusione e lo smog va alle stelle. E poi va risolto il nodo della ex Trevitex, un enorme contenitore vuoto». Sullo sfondo rimane anche la moschea. «Si tratta di un problema, pur nel rispetto della libertà di culto, che prima o poi andrà affrontato. Prima naturalmente ci sono le strade in pessimo stato, la mancanza di spazi verdi e lo smog», spiega Giuliana Buongiorni. Non ultimo, vengono anche segnalati problemi di convivenza con il Sert.
«In effetti, già in passato ci furono tensioni – dice Pino Beretta – Speriamo di poter arrivare a una convivenza tranquilla. E, soprattutto, che si possa viaggiare su strade non pericolose».
Nel quartiere c’è chi si ricorda di quando si parlava di un progetto, al posto della ex Fisac, per realizzare una nuova piazza urbana con aree verdi. «Purtroppo ci si scontra sempre più spesso con la necessità di reperire risorse per tali piani – dice Antonio Ferrucci – A mio avviso, comunque, la priorità assoluta dovrebbe essere quella di costruire un tunnel sotterraneo per far sparire definitivamente il traffico di superficie che assedia i residenti». E a Camerlata vivono, in base ai dati più recenti, circa 4.700 persone. «Bisogna subito decongestionare il traffico e compiere le semplici opere di ordinaria manutenzione lungo le strade. Sono interventi che sembrano minori ma non lo sono. Ad esempio, su via Badone non c’è illuminazione», spiega Umberto Noseda. «Viabilità caotica, mancanza di parcheggi e assenza di verde. Ecco i nodi da sciogliere», conclude Matteo Molinari.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
I nodi da sciogliere – La polizia transita per piazza Camerlata. Il quartiere anche nel precedente passato ha vissuto momenti difficili per la convivenza con i frequentatori del servizio Sert dell’Asl e con la moschea di via Pino
27 Maggio 2012

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