Cammino da grande. Il Como fa sognare

Calcio – A un turno dalla fine dell’andata gli azzurri sono in zona playoff. E pensare che il raduno della scorsa estate iniziò con due soli giocatori tesserati
Un turno alla fine del girone d’andata e una squadra che, rispetto alle prospettive iniziali, ha saputo fare il salto di qualità. Il Como, che la scorsa estate ha cominciato la preparazione in ritardo, che ha iniziato a radunarsi con due soli giocatori sotto contratto (Fautario e Ardito) e che pareva destinato a lottare per la salvezza, da “brutto anatroccolo” è diventato un cigno che ora occupa la quarta posizione in classifica e può autorevolmente lottare per i playoff. Evidentemente tante

cose sono cambiate da un 23 luglio che pare ormai lontanissimo, con un raduno a Orsenigo per pochi intimi, mentre l’ultimo atto degli azzurri è stato un successo interno, 2-1 contro il Lumezzane. E domenica prossima, nell’ultimo turno d’andata, si annuncia una partita di cartello in trasferta con la Ternana, la capolista del girone A di Prima Divisione.
I MERITI DELL’ALLENATORE
L’allora presidente Antonio Di Bari scelse un “lupo di mare” come Ernestino Ramella, uomo di grande esperienza, che aveva sempre lavorato con i giovani e aveva ottenuto buoni risultati. Il progetto iniziale, infatti, era di costruire una squadra basata su ragazzi, anche se poi le strategie sono cambiate. Ma ciò non toglie che il mister abbia avuto molti meriti, tra cui quello di tener compatto il gruppo in momenti certo non semplici, soprattutto quando i problemi societari – peraltro non ancora completamente superati – erano più marcati. Un lavoro di “isolamento” che ha dato i suoi frutti, come testimoniano i risultati ottenuti.
LA GESTIONE DEI GIOCATORI
Alla fine, Ramella si è ritrovato con una rosa di 27 elementi e, considerando che ogni domenica in campo ne vanno 11, non è stato per lui semplice governare la rosa. Qualche mugugno c’è sicuramente stato – vedi Toledo che nella trasferta di Monza ha avuto da ridire per essere stato mandato in panchina – ma alla fine un po’ tutti hanno avuto la loro possibilità sul campo. Poi c’è chi l’ha sfruttata al meglio e chi no.
OPPORTUNISTI AL MOMENTO GIUSTO
Come detto, c’è chi, quando è stato il momento, ha saputo sfruttare la sua occasione. Gente appena entrata in campo che si è rivelata decisiva. Tre esempi: Miello, che nel recupero con la Pro Vercelli è stato decisivo nel fornire, nei minuti finali, l’assist del gol a Tavares. C’è poi Doumbia che con il Pavia, in zona Cesarini, poco dopo il suo ingresso in campo, ha realizzato il decisivo 2-1; un discorso che vale anche per Tavares, autore del 2-1 per gli azzurri (peraltro con un pregevole colpo di tacco) pochi istanti dopo il suo ingresso sul terreno di gioco nella partita contro il Lumezzane.
CONTRO INFORTUNI E SQUALIFICHE
Spesso è capitato che si registrassero assenze importanti, tra infortuni e squalifiche. Ma la squadra ha avuto il merito di saper far fronte ai problemi che, di volta in volta, si sono presentati. Domenica scorsa, tanto per non andare troppo lontani, contro il Lumezzane, nella gara vinta per 2-1, mancavano per infortunio due uomini importanti come il portiere Giambruno e il centravanti Ripa. Lewandowski, Som e Zullo mancavano invece per squalifica. Ma chi ha giocato non ha fatto rimpiangere la loro assenza ed è arrivata una bella vittoria.
TANTI GIOCATORI IN GOL
Tra le peculiarità del Como 2011-2012 il fatto che finora abbiano fatto gol molti giocatori. Segno di un lavoro e di una squadra che non si basa esclusivamente sugli spunti delle individualità (come invece avveniva nella scorsa stagione). I tabellini parlano chiaro: Filippini è il capocannoniere azzurro con 8 reti, Tavares è a quota 4, Ciotola e Ripa a 3, Urbano a 2, Doumbia, Son, Toledo e Lewandoski a 1. E le cifre parlano altrettanto chiaro: con 24 gol totali il Como è la squadra che più ha segnato nel girone A, assieme al Carpi.
MAI DOMINATI
È un dato di fatto. In questa stagione non c’è mai stata una partita in cui la squadra di mister Ramella sia stata dominata. Certo, sono arrivate sconfitte, ma anche in occasione di quella più pesante (l’1-3 di Taranto) gli azzurri hanno avuto buone occasioni. Insomma, i lariani hanno lottato anche quando non sono stati poi premiati dal risultato.
ELEMENTI RIVALUTATI
Tra i meriti di chi ha lavorato nel Como di quest’anno c’è senza dubbio l’aver rinvigorito e valorizzato giocatori che erano considerati una scommessa. È il caso di Andrea Ardito, che in troppi avevano forse giudicato sul viale del tramonto. L’esperto centrocampista, quando è stato schierato, ha dato invece energia ed esperienza alla squadra ed è tornato a essere un punto di riferimento. Altro esempio, quello di Nicola Ciotola, elemento talentuoso che era fermo da tempo per un infortunio e che con la sua fantasia è sempre una spina nel fianco per le difese avversarie
PUNTI LASCIATI PER STRADA
Alla fine c’è qualche rimpianto anche per i punti lasciati per strada, che avrebbero proiettato ancora più in alto gli azzurri. Uno è stato tolto d’ufficio ed è quello legato alla fideiussione presentata in ritardo la scorsa estate. Poi ci sono quelli delle gare di Monza e Avellino, con i gol del pareggio dei padroni di casa giunti nel finale. È anche vero che in qualche occasione lo stesso Como ha vinto quando non meritava (con il Pavia, ad esempio), ma alla fine nel calcolo totale sono i lariani a essere in credito.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Orlando Urbano, capitano del Como, esulta dopo la rete del momentaneo 1-0 segnata domenica scorsa al Lumezzane

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.