Camolgion, bellezza tra Oriente e Lario

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L’artista uzbeko espone allo Spazio “Antonio Ratti”

(ka.t.c.) Camolgion Boboev è originario dall’Uzbekistan, il Paese dei minareti e delle cupole turchesi, delle mitiche città come Samarcanda, fondata da Alessandro Magno e ricostruita da Tamerlano. Nel 1998, da Tashkent, la capitale, con in tasca una borsa di studio per l’Accademia Galli, Camolgion arriva a Como. In Uzbekistan ha sviluppato, già molto giovane, una sua tecnica pittorica, ma è sul Lario che l’artista trova l’ispirazione per seguire il suo sogno. I colori materici, le forme

cangianti, i paesaggi asiatici, fatti di steppe e di orizzonti infiniti, si mescolano con i blu del lago di Como, con i cieli della Lombardia così azzurri quando sono azzurri. Boboev ha modo di esporre le sue opere in una personale allo Spazio Pifferi, con cui si farà conoscere al pubblico comasco. A distanza di anni, Camolgion torna con una nuova personale sabato 1° marzo allo Spazio “Antonio Ratti” in largo Spallino a Como, con una trentina di dipinti di piccolo e grande formato, frutto di una maturità stilistica ormai consolidata ma che non ha abbandonato i temi originari.
Se Como è ormai la sua casa, nei suoi lavori ancora si leggono i colori del Paese d’origine, una lente attraverso cui Camolgion rappresenta la realtà. «I temi che mi sono cari – spiega l’artista – sono il paesaggio e il ritratto, uno stile figurativo che mi caratterizza; trovo necessario un ritorno alla bellezza, all’espressività della forma e del colore. L’Italia ha vissuto il Rinascimento, ed è lì che io ho trovato la più grande ispirazione». Da qui le sue tele di grande impatto, una sapiente mescolanza di esotismo e realismo che ha molto da raccontare.

Nella foto:
Nelle foto, tre opere di Camolgion Boboev in mostra allo Spazio Ratti a Como

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