Campione d’Italia abbandona l’Autorità di bacino del Lago Ceresio

Campione d'Italia

Rastrellare ogni centesimo a disposizione. La crisi finanziaria di Campione produce un’altra “vittima”. Il commissario prefettizio Giorgio Zanzi ha deciso di uscire dall’Autorità di bacino del Ceresio per gestire in futuro, in modo autonomo e diretto, i fondi ricavati dal demanio lacuale. Sin dalla fondazione, nel 2005, l’Autorità di bacino del Ceresio (che comprende anche i laghi del Piano e di Ghirla) ha sempre avuto sede nell’enclave. Non solo: la poderosa macchina amministrativa campionese provvedeva alla gestione dell’Autorità, sgravando gli altri Comuni (9 in totale, 5 comaschi e 4 del Varesotto) di ogni incombenza burocratica. Acqua passata. Oggi Campione si ritrova con 17 impiegati e senza un soldo. Cosicché Zanzi ha deciso di uscire dall’Autorità a partire dal 2020. «Sono molto dispiaciuto e farò di tutto affinché Campione cambi idea – dice Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente dell’Autorità – l’enclave è strategica per le nostre politiche di sviluppo. Se vogliamo avere visioni di lungo periodo non possiamo fare a meno di Campione. Credo che alla base della scelta del commissario vi sia un equivoco: i fondi ricavati dal demanio sono vincolati, non possono essere utilizzati per coprire debiti. E poi mi chiedo: con quale personale gestiranno una partita così complessa?».

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