Salone del consiglio comunale gremito ieri pomeriggio a Campione d’Italia per l’incontro organizzato dal commissario prefettizio Giorgio Zanzi, con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane, per un confronto con le attività commerciali e le associazioni. Dalla mezzanotte, l’enclave entra infatti a tutti gli effetti nel territorio doganale dell’Unione europea. Per entrare a Campione dalla Svizzera si deve insomma attraversare la frontiera di Bissone-Campione. Un passaggio storico.L’incontro è stato giudicato positivamente dai presenti. Il direttore dell’ufficio delle Dogane di Como, Luca Pignanelli, e i suoi collaboratori hanno innanzitutto data piena garanzia riguardo tutti i servizi essenziali. Nei giorni scorsi era nata infatti grande preoccupazione su alcuni aspetti della vita di tutti i giorni. Anche gli accordi internazionali in essere, con manutentori o erogatori di servizi, rimangono tutti in vigore. Dal 2 gennaio, due funzionari doganali saranno presenti nella sede aperta negli ex locali dell’Azienda turistica campionese, per affrontare problemi specifici.Ai presenti è stato al momento consegnato, al pari di quanto aveva fatto l’amministrazione delle dogane svizzere, un documento di dodici pagine con tante domande e risposte su questioni pratiche.Campione entra a far parte del territorio doganale dell’Ue e del campo di applicazione dell’accisa, ma mantiene l’esclusione dall’applicazione dell’Iva. Non paga l’Iva italiana e neppure quella svizzera. Viene però riscossa l’Imposta locale di Consumo di Campione d’Italia (Ilcc) il cui gettito è attribuito direttamente al Municipio. L’Ilcc è del 7,7% salvo riduzioni per alcuni beni o servizi. Sono state confermate le franchigie che prevedono le esenzioni. Chiariti i meccanismi per importare ed esportare i beni a Campione. Spiegate le modalità per chiedere i rimborsi di Iva italiana e Svizzera per i campionesi che fanno acquisti a Como o a Lugano. Soddisfazione è stata espressa ieri sera dal presidente dell’Associazione operatori economici di Campione d’Italia.«Siamo soddisfatti per l’accoglimento di alcune richieste fatte mesi fa – spiega Massimo D’Amico – l’esclusione dell’imposta sul gioco apre uno spiraglio anche per la riapertura del casinò. Abbiamo chiesto che vengano tolte le accise anche su elettricità e gasolio da riscaldamento, chiarimenti sulle merci che giungono la mattina presto per i bar, a dogana chiusa e l’estensione delle facilitazioni anche per chi si è insediato dopo il 20 ottobre. Credo che anche su questi fronti si possa arrivare a un accordo», conclude D’Amico.
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