Campione d’Italia, Municipio chiuso per Covid

Il municipio di Campione d'Italia

Il non fallimento del Casinò di Campione decretato dal Tribunale di Como, che ha dato però alla società di gestione solo quindici giorni di tempo per presentare un piano «di soluzione della crisi» non tranquillizza certo gli animi dentro l’enclave.
Ci sono pure due nuovi precommissari giudiziali chiamati a vigilare sull’attività della società di gestione del Casinò, segnalando al Tribunale ogni eventuale inadempienza. Campione di commissari e precommissari ne avrebbe fatto volentieri a meno, visto che nella sua storia recente ne ha già accolti e subiti troppi.
Il decreto arriva nell’enclave tra l’altro durante l’ennesima emergenza.
Il Municipio è infatti chiuso al pubblico fino all’11 gennaio.
L’ordinanza è firmata dalla vicesindaca Gaetana Padula. Il motivo? Alcuni contagi da Covid.
Ieri l’assessore con delega al Casinò, Paolo Bortoluzzi, ha studiato le carte relative alla vicenda.
La preoccupazione è grande anche tra chi rappresenta i lavoratori, come spiega Vincenzo Falanga, segretario della Uil del Lario per la funzione pubblica.
«Dopo due anni e mezzo sembrava vi fossero i presupposti per qualcosa di diverso – spiega – Purtroppo invece di mese in mese, Campione si sta trasformando in un paese fantasma e la prospettiva di avere qui in riva al Ceresio una nuova Consonno è tutt’altro che peregrina».
«Le relazioni presentate dal commissario Bruschi erano soluzioni valide per pensare a una ripartenza, anche la politica aveva creato i presupposti per una nuova era – prosegue Falanga – invece oggi ci troviamo con altri due precommissari a vigilare su una proposta di salvataggio fatta dalla vecchia società di gestione. Tra l’altro con tempi strettissimi per presentare un vero piano di rilancio».
Falanga sottolinea anche tutti gli altri problemi sul tavolo a Campione, dalla gestione dei rifiuti al personale del Comune ridotto ai minimi termini. «E pensare che questo territorio ha ancora un potenziale inespresso», conclude il sindacalista.
«La vicenda ha sempre più le caratteristiche di un grande pasticcio – sottolinea Massimo D’amico, presidente dell’associazione operatori economici di Campione – In due settimana che tipo di piano si può scrivere, pur aggiustando un documento redatto due anni e mezzo fa? La situazione è sempre più complessa. Il mancato fallimento del casinò dovrebbe essere un cosa soltanto positiva, in vece questa nuova fase di stallo non sembra portare alcun beneficio alla comunità e finisce per paludare anche tutte le altre iniziative che si sarebbero potute mettere in campo», conclude.

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