Campione d’Italia, lo Stato “rinuncia” all’Iva: evitata la maxi-stangata su beni e servizi

Il Casinò di Campione d'Italia

Gli ultimi ritocchi in Senato alla legge di bilancio hanno forse alleggerito ulteriormente il carico fiscale che i cittadini di Campione d’Italia si troveranno a dover sopportare a partire dal prossimo anno, quando cioè il comune sulle rive del Ceresio entrerà nello spazio doganale dell’Unione Europea.
La crisi innescata dal fallimento del Casinò, con il conseguente licenziamento di tutti i dipendenti della casa da gioco e il default del Comune, ha cambiato il volto dell’enclave: da terra ambìta a paese quasi fantasma. Con negozi chiusi, case in vendita e un progressivo, inarrestabile spopolamento.
Inutilmente, negli ultimi mesi, i cittadini – riuniti in un combattivo comitato civico – hanno chiesto il rinvio dell’ingresso nello spazio doganale europeo. Il primo governo Conte non si è mai, di fatto, occupato della questione. Il secondo governo Conte, invece, ha preso in mano il dossier senza tuttavia poter trovare la soluzione auspicata dai campionesi.
Il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani (Pd), è stato a Como due volte in un mese per ascoltare le ragioni dei cittadini e spiegare loro come non fosse possibile bloccare la procedura dell’Ue. L’unico risultato ottenuto da Campione d’Italia è stato un emendamento alla legge di bilancio (scritto dal senatore Dem Alessandro Alfieri) con il quale il Parlamento è quantomeno riuscito a introdurre un regime di imposizione indiretta in linea con l’imposta svizzera sul valore aggiunto. Una norma che, alla fine, garantirà condizioni di parità tra i consumatori residenti nella Confederazione e quelli stabiliti nell’enclave. I quali, è bene ricordarlo, non soltanto acquistano beni e servizi in Ticino, ma si muovo in un regime monetario elvetico. Comprano e pagano, cioè, in franchi e non in euro.
Giovedì scorso, al termine di una lunghissima seduta notturna, la commissione Bilancio del Senato ha scremato tutti gli emendamenti alla finanziaria, dando via libera al nuovo testo dell’articolo 70, quello appunto relativo a Campione d’Italia.
E avendo deciso il governo di porre la questione di fiducia, questo stesso testo dovrebbe considerarsi definitivo.
Di particolare importanza è il comma 4 del nuovo articolo 70, quello sulla «territorialità delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi» (gas, telefono, luce, rifiuti e così via). Per fare in modo che si continui ad applicare l’imposta ticinese, il comma 4 è stato totalmente riscritto, anche secondo le indicazioni giunte dai cittadini. L’Iva rimarrà la stessa pagata sino a oggi. Allo stesso modo, il Mef potrà individuare le franchigie applicabili alle importazioni in conformità alla legislazione svizzera, salvando così da una valanga di tasse i campionesi.

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