Campione pronta allo sciopero del voto. Ieri in Prefettura l’ennesimo incontro a vuoto sul futuro

Campione d'Italia, Casinò.

Il Comune non paga gli stipendi da oltre un anno ma aumenta tutte le tasse e i tributi locali, obbligato peraltro a questo passo dalla legge che così dispone in caso di dichiarazione di dissesto finanziario.
Campione d’Italia è ormai il paese delle beffe. Un paese nel quale sta lentamente morendo anche la speranza.
Ieri mattina, in via Volta, il sindacato ha incontrato il prefetto di Como Ignazio Coccia e il commissario Giorgio Zanzi per chiedere loro, ancora una volta, di fare qualcosa.
Quasi un appello disperato, così come «disperata» è la situazione nell’enclave, hanno sottolineato i sindacati in un lungo comunicato.
Le cose dette al tavolo del palazzo di governo sono le stesse dell’ultimo anno. Molto simili anche le risposte. Tutto è fermo perché il governo non ha ancora deciso che fare.
Il prefetto ha rassicurato sul fatto che entro il 15 giugno prossimo Maurizio Bruschi – il commissario nominato da Palazzo Chigi per indicare una soluzione in vista della possibile riapertura del Casinò – consegnerà la sua relazione.
Soltanto a quel punto si capirà se e come la casa da gioco potrà essere rimessa in moto.
Serve altro tempo, quindi. Ma nell’enclave la pazienza è finita da un pezzo e le condizioni materiali di molti cittadini sono ormai ben oltre i limiti.
Anche per questo, sempre nell’incontro di ieri, i sindacati sono tornati a chiedere al prefetto di valutare lo stato di calamità per Campione. La gente non ha i soldi né per pagare i mutui né per fare fronte a tutte le altre scadenze, a partire dalle bollette.
Ovviamente il prefetto non ha potuto dare una risposta concreta. Né il commissario Zanzi ha rassicurato sulla possibilità di pagare anche soltanto una minima parte dei salari arretrati dei dipendenti del Comune, ridotti comunque oggi a 85 unità.
Campione è sola e si prepara, domani, all’unica clamorosa forma di protesta che le rimane: lo sciopero del voto alle Europee. Nelle settimane scorse molti cittadini avevano bruciato in piazza le tessere elettorali e nessuno, com’è noto, si è poi candidato per le amministrative. Per la prima volta nella sua storia, Campione d’Italia non sceglierà il sindaco.

Articoli correlati

1 Commento

  • Avatar
    Angelo Rossi , 26 Maggio 2019 @ 18:48

    Purtroppo, credo ci voglia un segnale decisamente più forte dell’astensione dal voto. Chi di dovere non si espone e non vuole compromettere la propria posizione, quindi penso che il paese dovrebbe valutare di lavorare in autonomia al proprio salvataggio, anche se questo vorrebbe dire prendere le distanze dall’Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.