“Campo Urbano”, convegno a Villa Olmo per il cinquantenario

“Campo Urbano”, convegno a Villa Olmo per il cinquantenario

Il
21 settembre del 1969 a Como andò in scena “Campo Urbano”,
manifestazione d’arte diffusa nel centro storico a cura di Luciano
Caramel (critico, storico dell’arte già professore e animatore
culturale, allora poco più che trentenne), che vide tra gli artisti
coinvolti Giuliano Collina e soprattutto Ico Parisi (1916–1996) e
Francesco Somaini (1926–2005), più intellettuali lariani come
Mario Di Salvo e Carlo Ferrario. L’evento viene studiato tuttora
nelle università e nelle accademie. Il catalogo di quella storica
manifestazione con foto di Ugo Mulas e grafica Bruno Munari edito da
Cesarenani tornerà in libreria sarà riedito
da NodoLibri. Tra gli eventi in calendario nello spazio “Campo
Quadro” della Pinacoteca di Como a Palazzo Volpi l’esposizione
dall’8 al 29 settembre di un omaggio alla kermesse, si studia
l’esposizione di un “contenitore umano” proposto nella
manifestazione di 50 anni fa da Ico Parisi. L’evento clou sarà a
villa Olmo. Si intitolerà “Campo
Umano-Arte pubblica 50 anni dopo” ed è un progetto
a cura di Luca Cerizza e Zasha Colah per la Fondazione Ratti. Sarà
un convegno di due giorni il21 e 22 settembre a cui sarà
abbinata dal 21 settembre alle 21 fino al 26 ottobre una mostra nello
spazio Borgovico33 di via Borgo Vico 33 a Como. Fin dal suo titolo il
progetto rievoca “Campo Urbano”, l’evento artistico a cura di
Luciano Caramel che occupò gli spazi pubblici di Como il 21
settembre 1969 con interventi effimeri e spesso spiazzanti per la
cittadinanza e l’opinione pubblica comasca. Organizzato come un
convegno di due giorni e una mostra, “Campo Umano – Arte pubblica
50 anni dopo” celebra il cinquantesimo anniversario di quella
mostra-evento, analizzandone successi e fallimenti, nel contesto
storico-artistico e sociale dell’epoca. Allo stesso tempo, il
progetto vuole ridiscutere le possibilità e le forme odierne di arte
pubblica, in uno scenario politico, sociale e tecnologico dove l’idea
stessa di spazio e di bene pubblico, il concetto di collettività e
comunità, sono profondamente mutati rispetto a quell’epoca.Diviso
in due giornate, il convegno vede la partecipazione di artisti,
critici, curatori tra le voci più significative in materia. Nella
giornata di sabato verranno discusse le forme di arte pubblica che
hanno avuto luogo in Italia tra la fine degli anni ’60 e i primi
anni ’70 (Alessandra Acocella, Luca Cerizza, Alessandra Pioselli,
Francesco Tedeschi, Tommaso Trini). In questo contesto verrà
approfondito il caso di “Campo Urbano”, attraverso la
testimonianza di alcuni dei suoi protagonisti (Giuliano Collina,
Mario Di Salvo, Ugo La Pietra, Gianni Pettena, Franca Sacchi e Grazia
Varisco).La giornata di domenica sarà focalizzata sugli
sviluppi più recenti dell’arte pubblica, con una particolare
attenzione alla realtà delle metropoli e megalopoli europee e
asiatiche, e alla relazione con un contesto sociale, politico e
tecnologico profondamente mutato dalle strategie di
commercializzazione, privatizzazione e sorveglianza tipiche del
capitalismo avanzato. Gli interventi di Zasha Colah, Hou Hanru,
Roberto Pinto e Marco Scotini discuteranno alcune strategie di
intervento artistico negli spazi pubblici di diverse aree
geografiche, mentre una tavola rotonda con la partecipazione di
studiosi, curatori e artisti (Cecilia Guida, Margherita Moscardini,
Marinella Senatore e altri) chiuderà la conferenza.

Attraverso
documenti provenienti dagli archivi degli artisti, materiale
editoriale originale (disegnato da Bruno Munari) e una ricca
documentazione video e fotografica, la mostra da parte sua
ricostruirà le vicende di “Campo Urbano”. Insieme al ruolo
capitale svolto dalla documentazione di Ugo Mulas per la diffusione
di “Campo Urbano”, la mostra presenterà immagini inedite di
Gianni Berengo Gardin e Gabriele Basilico.