Campus, Carioni scrive a Maroni: «Enti locali emarginati, costi enormi. Quel progetto è basato sul nulla»

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Il futuro del San Martino
Il commissario della Provincia: «No all’accordo di programma»

Definire la lettera scritta dal presidente della Provincia, Leonardo Carioni, un fulmine a ciel sereno sarebbe troppo. Ma sebbene le perplessità del commissario della Provincia sul progetto del campus universitario fossero note da tempo, il no assoluto, messo ufficialmente nero su bianco, fa comunque un certo effetto. Anche perché le critiche espresse dal leghista vanno ben al di là dei soli contenuti “strutturali” circa la teorica cittadella accademica al San Martino e investono in pieno anche

UniverComo.
La missiva, inviata al presidente della Regione, Roberto Maroni, al sottosegretario regionale ai rapporti con le Istituzioni, Ugo Parolo, agli assessori regionali Mario Mantovani (Salute) e Massimo Garavaglia (Economia) e a tutti i soggetti comaschi coinvolti nel progetto-campus (Asl, Sant’Anna, le due università, Camera di Commercio e Comune di Como) parte con una lunga rivendicazione del ruolo avuto da Villa Saporiti negli anni su questo tema.
Poi, però, ecco arrivare subito una prima stroncatura al Politecnico e all’Università dell’Insubria. «Non si rinviene alcun serio impegno delle università per lo sviluppo di nuovi corsi o per il potenziamento della presenza delle stesse istituzioni sul territorio – scrive Carioni – Nulla che giustifichi, in termini di corrispettività, la messa a disposizione per l’insegnamento universitario di un patrimonio così importante per la città in termini di valore economico e urbanistico, quale è l’ex ospedale San Martino».
Sciabolate anche sul progetto in se stesso che, afferma Carioni, «per la parte di “imminente” realizzazione, si limita a una razionalizzazione minimale degli spazi oggi occupati dalle due università e senza, tra l’altro, includere la realizzazione di nuove residenze a servizio della didattica che ritengo assolutamente indispensabili per l’esistenza stessa di un campus».
Il commissario di Villa Saporiti, poi, aggiunge che «la parte di intervento oggetto del primo lotto costituisce una frazione modesta rispetto all’intervento complessivo, interessando solo il 20% della superficie costruita del San Martino e lasciando fuori dalla riqualificazione la rimanente parte edificata e i circa 250mila metri quadrati di parco». E ancora: «Lo sviluppo progettuale dell’intervento complessivo non è al momento delineato nemmeno come progettazione preliminare generale e l’accordo per realizzarlo contiene impegni generici e privi di qualsiasi riferimento finanziario certo». Il riferimento è «ai 60-80 milioni necessari per il secondo lotto e a chi si farà carico della gestione e manutenzione dell’intero compendio, quando il secondo lotto venisse realizzato». Quindi Carioni dice di vedere il rischio che «il secondo lotto rimanga sulla carta o possa rimanere l’ennesima opera incompiuta».
Pesantissime, infine, le parole dedicate a UniverComo, «ente strumentale privo di capacità rappresentativa degli interessi della comunità amministrata», a fronte di «una marginalizzazione del ruolo degli enti locali Comune e Provincia». Secondo Carioni, quindi, servirebbe «prendersi il tempo necessario a pianificare l’avvio del progetto secondo modalità innovative di individuazione del contraente, che potrebbero consentire il coinvolgimento di risorse private». Laconico il finale: «Comunico di non poter aderire all’accordo di programma in rappresentanza della Provincia».

E.C.

Nella foto:
Una veduta complessivo del compendio San Martino, teorica sede del campus

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