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Campus, domani il giorno decisivo

altConto alla rovescia
Lunedì si capirà se sarà possibile superare gli ostacoli di natura finanziaria e burocratica

(m.d.) Sarà domani il giorno decisivo per capire se il progetto per il campus universitario al San Martino avrà un futuro oppure no. Lunedì, infatti, sono previsti due appuntamenti. Al mattino, a Villa del Grumello, si riunirà il Tavolo per la competitività e lo sviluppo chiamato a esprimere una valutazione su alcuni dei progetti che concorreranno all’assegnazione dei 7 milioni di euro messi a disposizione del territorio comasco dalla Fondazione Cariplo.
Nel pomeriggio sarà la volta del

consiglio di amministrazione di Univercomo, l’ente capofila del progetto che dovrà formalizzare, se tutto andrà liscio, la decisione di presentare la domanda per accedere ai cospicui contributi che la Fondazione, guidata dall’avvocato comasco Giuseppe Guzzetti, ha previsto quest’anno a favore della provincia lariana nell’ambito dei cosiddetti “Interventi emblematici maggiori”.
Il cammino del campus è però tutt’altro che privo di ostacoli. Per rimuovere i quali il tempo è agli sgoccioli, visto che le domande vanno presentate alla Fondazione Cariplo entro venerdì 15 novembre.
Il primo macigno che pesa sul destino della cittadella universitaria è quello dei finanziamenti. Il progetto complessivo per la realizzazione del campus costa circa 80 milioni di euro; l’obiettivo è riuscire a far partire il primo lotto, per il quale la spesa stimata è di 15 milioni. Il contributo della Fondazione potrebbe coprirne al massimo 7, tenuto conto che vi sono altri progetti in gioco, per esempio la ristrutturazione di Villa Olmo, la riqualificazione delle sedi della Ca’ d’Industria piuttosto che i contributi chiesti per il Teatro dei Licinium di Erba o per Lariofiere, sempre a Erba.
All’appello, dunque, mancano almeno 8 milioni, se non di più, che in parte (si parla di 2,3 milioni) arriverebbero da Univercomo mentre il resto dovrebbero metterlo sul piatto le università stesse, Insubria e Politecnico, che certo non navigano nell’oro.
Il coordinatore del Tavolo della competitività nonché presidente di Univercomo, Mauro Frangi, getta acqua sul fuoco e ribadisce che «se vi saranno le condizioni per la disponibilità delle aree (oggi di proprietà dell’Asl e dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, ndr) il conseguente piano finanziario sarà regolarmente presentato lunedì ed esaminato dal consiglio di Univercomo».
E proprio quello delle aree è un altro nodo da sciogliere, anche se su questo punto specifico, grazie all’intervento del presidente della Regione Roberto Maroni, la strada dovrebbe essere ormai spianata. Gli edifici dell’ex ospedale psichiatrico, che in base alla legge Basaglia non possono essere ceduti in comodato gratuito alle università, verrebbero comunque messi a disposizione di Univercomo con un canone d’affitto inizialmente scontato in virtù dei lavori di ristrutturazione che verrebbero effettuati sugli immobili stessi.
Il terzo problema da risolvere, a meno di trovare altri enti finanziatori al momento non emersi, è come potranno le università mettere sul piatto i milioni necessari per arrivare a quota 15. Una soluzione ipotizzata prevede che il Politecnico venda all’Insubria – ammesso che quest’ultima abbia i soldi necessari per l’acquisto – parte della sede di via Valleggio per reinvestire i proventi nella realizzazione del primo lotto del campus. Ma anche su questo versante non mancano gli ostacoli, perché il Politecnico si troverebbe a spendere i propri soldi per ristrutturare immobili che non sono di sua proprietà, bensì dell’Asl.
Sul Tavolo della competitività, intanto, continuano ad addensarsi le perplessità di alcuni dei consiglieri regionali che ne fanno parte. «Lunedì il Tavolo potrà dire tutto o il contrario di tutto – afferma il leghista Dario Bianchi – tanto non spetta a questo organismo decidere a chi attribuire i finanziamenti. La decisione compete alla Fondazione Cariplo secondo modalità ben precise. Dal mio punto di vista, inoltre, non è affatto detto che sia meglio finanziare un unico grande progetto piuttosto che suddividere i fondi su più progetti sparsi sul territorio provinciale».
«Per il campus dovrà essere illustrata la sostenibilità finanziaria per il primo lotto – puntualizza infine il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri – ma vorrei anche capire come ci si muoverà in prospettiva. Non avrebbe senso fare soltanto un lotto».

10 Novembre 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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