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Campus sempre più in bilico. Arriva il no dei revisori dei conti

I revisori dei conti del Sant’Anna bocciano l’ipotesi di realizzare il campus universitario in una porzione dell’ex ospedale psichiatrico di Como.L’orientamento del collegio sindacale dell’azienda ospedaliera, stando ad alcune indiscrezioni raccolte nelle ultime ore, sarà negativo. L’atteso parere sul progetto di ristrutturazione di una porzione dell’edificio centrale potrebbe segnare quindi il punto conclusivo di una vicenda tuttora piena di incognite.Per comprendere bene i fatti

serve un breve riepilogo. Dopo la pubblicazione del bando Cariplo (luglio 2013) con cui si mettono a disposizione del territorio comasco fondi straordinari per 7 milioni di euro, è esplosa la corsa ad approntare progetti in grado di partecipare alla distribuzione delle risorse. A settembre, con un documento votato dal “Tavolo per la competitività e lo sviluppo della provincia”, il campus universitario era stato individuato come progetto principale su cui far convogliare addirittura l’intero contributo Cariplo.Successivamente, anche a causa di alcune polemiche scatenate dalla decisione di escludere altri possibili interventi, sul campus si sono abbattuti dubbi e incertezze.Molti dei sostenitori della prima ora si sono tirati indietro, convergendo nel contempo su un secondo progetto: la ristrutturazione di Villa Olmo.A difendere il campus sono rimasti così solo Univercomo e il Politecnico, che soltanto nei giorni scorsi hanno fatto sapere alla Regione quali fossero gli spazi necessari al primo lotto dell’opera.In pratica, in assenza di altre risorse disponibili, l’idea è di partire con la sistemazione del solo corpo centrale dell’ex Opp.A questo punto, entrano in gioco i revisori dei conti del Sant’Anna (l’azienda ospedaliera è formalmente proprietaria degli immobili e delle aree del San Martino), i quali sembrano essere orientati a bocciare l’ipotesi di cedere in locazione o addirittura in modo gratuito una parte dell’edificio.Il ragionamento che fanno i revisori è semplice. La ristrutturazione di una parte, senza che vi sia la certezza di completare il progetto per intero (il cui costo è stato preventivato in 80 milioni di euro) potrebbe costituire un danno patrimoniale. Le aree non utilizzate perderebbero valore e non potrebbero essere in alcun modo usate. Il parere non è ancora stato formalizzato. Lo sarà nelle prossime ore. Dopodiché anche la Regione dovrà prenderne probabilmente atto.Il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, si era espresso favorevolmente sul campus e aveva annunciato di volersene occupare personalmente. Ma di fronte a un no dei revisori, potrebbe ora fare una valutazione diversa.Quali decisioniIl bando Cariplo scade in ogni caso il 15 novembre. E saranno almeno 6 o 7 i progetti che chiederanno di accedere ai contributi.Sui criteri di scelta interviene il consigliere regionale del Pdl, Alessandro Fermi che sposa la linea di appoggiare, ove possibile, gli interventi in grado di favorire associazioni o gruppi attivi nel sociale.«Se io fossi colui che valuta – dice Fermi – guarderei ai singoli progetti soprattutto analizzando le loro possibili ricadute sociali. Le ristrutturazioni edilizie di alcuni grandi edifici come Villa Olmo o San Martino sono sicuramente importanti, ma in questa fase storica credo che sia giusto privilegiare chi opera in maniera diretta a favore della gente. Soprattutto della gente che ha bisogno di aiuto».Fermi ha partecipato ai lavori del “Tavolo per la competitività” e già in occasione delle riunioni di Villa del Grumello aveva sottolineato la questione, ponendo un problema di metodo a proposito della conduzione dello stesso “Tavolo” e dei criteri di selezione degli interventi meritevoli di appoggio.«Il mio augurio – ribadisce il consigliere regionale del Pdl ed ex sindaco di Albavilla – è che la commissione chiamata a decidere sul bando Cariplo faccia una valutazione serena andando incontro a più realtà del territorio provinciale anziché premiare un unico progetto. Penso sia giusto dare respiro a chi lavora ogni giorno magari in modo disinteressato. Siamo in un momento di difficoltà e non è giusto far festeggiare uno solo».

Da. C.

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