Cronaca

CAMPUS, SETTIMANA DECISIVA

altSAN MARTINO – IL VECCHIO MANICOMIO
Sono ancora molti i nodi da sciogliere sull’operazione

La prossima settimana potrebbe essere decisiva per il futuro dell’ex ospedale psichiatrico San Martino, una delle più vaste aree del capoluogo ancora in cerca di un futuro. Il Tavolo per la competitività dirà se ci sono o meno le condizioni per chiedere un finanziamento a Fondazione Cariplo (il bando si chiude il 15 novembre) e partire in tempi rapidi con il progetto di realizzazione del campus. O meglio, del primo lotto della cittadella universitaria.
I nodi da sciogliere sono ancora

molteplici. Sul futuro del campus pesano incognite legate sia alla disponibilità dei terreni – di proprietà di Asl e azienda ospedaliera Sant’Anna e vincolati dalla legge Basaglia sugli ex manicomi – sia alla effettiva disponibilità dei soldi necessari al completamento del primo lotto, circa 15 milioni di euro. Da Cariplo infatti arriverebbero, nella migliore delle ipotesi, 5 milioni di euro ai quali dovrebbero aggiungersi fondi propri degli atenei.
La situazione è in continua evoluzione. Comunque vada, l’area di via Castelnuovo, sede dell’ex ospedale psichiatrico San Martino, è un comparto oggettivamente importante e strategico per il capoluogo. Non a caso, da anni si discute del futuro della zona, identificata come possibile sede di un campus universitario senza però che si siano mai fatti passi concreti in quella direzione. Il bando della Fondazione Cariplo è stato letto dal territorio come un’occasione per premere sull’acceleratore e la settimana prossima sarà chiaro se l’obiettivo sia o meno alla portata.
In attesa dell’eventuale campus, l’ex ospedale psichiatrico San Martino ormai da anni è utilizzato solo in minima parte. L’azienda ospedaliera Sant’Anna ha smantellato la quasi totalità dei servizi ospitati nei paglioni del vecchio manicomio. Sono ancora attivi invece alcuni servizi dell’azienda sanitaria locale, in particolare la medicina dello sport e la dietologia. Alcuni degli edifici poi sono destinati ai pazienti che soffrono di disturbi psichici. L’area accoglie anche un hospice per malati terminali e una comunità di recupero per tossicodipendenti.
La gran parte di questi servizi però, almeno nelle intenzioni, dovrebbe in tempi brevi essere trasferita dal San Martino all’area dell’ex ospedale Sant’Anna, in via Napoleona, individuata come sede della futura cittadella sanitaria. L’Asl non ha ancora messo a punto un piano dettagliato degli spostamenti, ma all’inizio del prossimo anno l’azienda sanitaria dovrebbe avviare effettivamente il trasloco. Uno dei primi spostamenti coinvolgerà il consultorio.
Una volta che l’Asl avrà effettivamente liberato gli spazi oggi occupati in via Castelnuovo, senza un progetto definito per il campus l’area dell’ex ospedale psichiatrico resterebbe del tutto senza un’identità. Fatta eccezione per i pochi servizi, perlopiù per i pazienti con disturbi psichici, che rimarrebbero nei vecchi padiglioni del San Martino, buona parte del vasto comparto rimarrebbe desolatamente vuota.
In mancanza di un intervento certo, diventa sempre più evidente anche il problema del degrado degli edifici. I vecchi padiglioni in disuso sono già oggi in molti casi inutilizzabili, preda del degrado e dell’abbandono. Una situazione destinata a peggiorare senza un percorso certo di recupero e rilancio del vecchio manicomio di Como.

A.Cam.

Nella foto:
Il corpo centrale dell’ex ospedale psichiatrico, aperto nel 1882 e chiuso nel 1999
9 Novembre 2013

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