Cancelli a scomparsa per i Caduti. Butti: «Il progetto è pronto da tempo»

«Gli interventi di pulizia dovrebbero essere pagati dai consiglieri di sinistra»
I problemi della città sono ciclici e ricorrenti. «Giambattista Vico – ricorda il senatore comasco del Pdl, Alessio Butti – parlava di corsi e ricorsi storici. E così sta avvenendo per il Monumento ai Caduti».
Butti entra alla sua maniera, di petto, nella questione del degrado del mausoleo razionalista eretto da Terragni nel 1933 su disegni di Sant’Elia.
Scritte, sporcizia, bivacchi, da qualche giorno il dibattito rimbalza dalla società civile agli amministratori su queste colonne
. Ieri Anna Pozzi Sant’Elia, erede del grande architetto futurista morto a 28 anni ben prima dell’erezione del Monumento, aveva detto sì all’ipotesi di una cancellata, così come l’ex assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Sergio Gaddi e in precedenza il Soprintendente per la Lombardia Alberto Artioli.
«Ma il progetto è già pronto – dice Butti – il Comune deve solo avere la volontà di recuperarlo. Il degrado non è di questi giorni. Proposi una soluzione al problema nel 1995 da vicesindaco, avevo le deleghe alle Opere pubbliche. In quegli anni il Monumento ai Caduti era diventato sede di bivacchi e tuttora lo è. Nella zona dei giardini a lago vi era spaccio di droga e tuttora persiste lo spaccio. Nel 1995 sulle pietre del Carso si esercitavano i primi writer e tuttora accade questo. Possibile che non sia cambiato nulla in diciassette anni?».
Come pensaste di risolvere il problema allora?
«La nostra proposta fu di realizzare una cancellata a scomparsa. Un progetto realizzato dall’architetto Pietro Cinquesanti con la infaticabile collaborazione dell’architetto Alberto Artioli della Soprintendenza. In alternativa avevamo proposto un picchetto militare disarmato attivo giorno e notte».
Però non se ne fece niente, come mai?
«Ci furono mille problemi da parte della sinistra. Ricordo ancora un intervento del consigliere comunale Luigi Ciullo del Pds, poi Ds. Diceva che era bello andare a fare pic-nic sul Monumento e che il cancello e il picchetto avrebbero scoraggiato l’arrivo dei turisti. Ora mi sembra che le polemiche si sono smorzate e quindi è il momento di intervenire. Ho letto che anche Gaddi, che era contrario, ha cambiato idea, bene. Penso che per i comaschi vi sia il dovere morale di rispettare un luogo sacro – prosegue – Il Monumento ai Caduti va rispettato e trattato come tale. Le giovani generazioni vanno educate a rispettare il passato della nostra Patria. Anche negli anni Novanta abbiamo chiesto la collaborazione alle scuole e per un po’ c’era stata sensibilità da parte del Provveditorato e dei presidi, ora è finito tutto».
Butti ribadisce che il progetto era già stato predisposto e che basterebbe aggiornare e recuperare quei disegni e quei conti redatti dall’allora dirigente di Palazzo Cernezzi, poi assessore a Villa Saporiti, Pietro Cinquesanti.
«Il sistema delle barriere a scomparsa non creava disagi ai turisti – sottolinea Butti – e la sera sarebbe stato maggiormente efficace rispetto alle telecamere. Comunque personalmente non vedo nulla di scandaloso neppure nell’avere un picchetto disarmato davanti al Mausoleo. Anche durante la notte», aggiunge il senatore del Pdl.
Se allora fu la politica a bocciare il progetto, ora i problemi potrebbero sorgere a livello di reperimento dei fondi necessari per realizzare la cancellata.
«Nel 2004 da parlamentare recuperai 500mila euro per il recupero dell’area razionalista di Como nel centenario della nascita di Giuseppe Terragni – ricorda il senatore Butti – Si tratta solo di volontà. Anche perché per Como è fondamentale salvaguardare il patrimonio razionalista a livello turistico e culturale. Non basta pulire il Monumento prima del 4 Novembre. Anche perché l’intevento di pulizia ha un costo».
E infine la provocazione di Butti. «Sapete cosa vi dico? Tutti i soldi per le operazioni di pulizia delle pietre del Carso dovrebbero essere pagate dai consiglieri di sinistra che bocciarono il progetto. Da Ciullo e dagli altri che vedevano il Monumento ai Caduti come un luogo per fare dei pic-nic».

Paolo Annoni

Nella foto:
Le ultime scritte comparse sul lato verso il lago del Monumento ai Caduti. Verranno ripulite nei prossimi giorni

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