Candidati vicini di casa. Pd e Pdl, la prima sfida è nel condominio

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La politica in provincia
Per comprendere quanto sia “piccola” una città di provincia basta attendere le elezioni amministrative.
Il momento, cioè, in cui qualche centinaio di persone, preso dalla voglia irresistibile di mettersi in prima fila (o, più semplicemente, convinto di «poter dare un contributo»), sceglie di iscrivere il proprio nome sulla lista dei papabili alla carica di sindaco o di consigliere comunale. Come vada a finire, è noto: pochi eletti e molti sconfitti, alcuni
eccellenti, altri destinati a rimanere nell’ombra nonostante i 15 minuti di notorietà guadagnati nel turbinio della campagna elettorale.
Città piccole, si diceva. Così piccole che può succedere (e succede, a Como) che i candidati dei due maggiori partiti abitino addirittura nello stesso condominio.
Tra un paio di settimane potrebbe verificarsi il caso che Partito Democratico e Popolo della Libertà si giochino la partita amministrativa più importante con aspiranti sindaci che “dividono” il garage di casa.
Potrebbe. Perché il nome del candidato pidiellino è tuttora incerto. Le primarie sono fissate infatti per il prossimo 4 marzo. Ma se dall’inedita tenzone dovesse uscire vincitrice Laura Bordoli, potremmo allora scrivere della sfida tra dirimpettai.
Sì, perché la stessa Bordoli e Mario Lucini, lui sì ormai sfidante ufficiale per il centrosinistra, vivono nello stesso caseggiato. Posteggiano le loro auto una a fianco all’altra e hanno già incrociato le lame nelle riunioni di condominio. Prova generale, primarie Pdl permettendo, delle future sfide a Palazzo Cernezzi.
Subito torna alla mente Antonio La Trippa, il mitico candidato numero 47 partorito dal genio di Totò e di Sergio Corbucci. Dalla finestra del bagno di un freddo palazzone di periferia, dentro un imbuto di alluminio, Totò urlava il refrain rimasto inciso come marchio a fuoco nella storia della comicità politica italiana: «Italiani, elettori, inquilini e coinquilini, condomini, casigliani, quando sarete chiamati alle urne per compiere il vostro dovere ricordatevi un nome solo, Antonio La Trippa, italiano. Vota Antonio La Trippa, italiano. Vota La Trippa». Fulminante la risposta dell’ignoto condòmino: «Sì, al sugo!».
Altri tempi. Oppure, forse, no.

Nella foto:
Laura Bordoli, candidata alle primarie

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