Cantiere delle paratie, il sindaco conferma: «Movimenti verticali sul Lungolario Trento»

I capigruppo concordi nell’abbandonare il progetto antiesondazione
Gli edifici affondano. La conferma dal sindaco di Como, Mario Lucini, che sia pure con molta prudenza (politica) e linguaggio tecnico (è un geologo), dà seguito all’indiscrezione emersa in queste ore.
Foto satellitari scattate sul cantiere delle paratie mostrerebbero chiaramente come alcune strutture – tra case e palazzi – siano affondate di alcuni centimetri .
«Quello che posso dire – rivela oggi il primo cittadino – è che dalle prime indicazioni emergono movimenti verticali nella
zona edificata in Lungolario Trento dove è stata realizzata la vasca (cioè il lotto 1, nel tratto compreso tra piazza Cavour e i giardini a lago, ndr) a testimonianza del fatto che i lavori hanno indotto alterazioni».
La novità è contenuta negli studi preparati dall’Università dell’Insubria e dal Politecnico di Como. I due documenti sono ora allo studio dell’amministrazione e contengono le immagini catturate dallo spazio e scattate durante l’avanzata del cantiere. Foto precise al millimetro che, appunto, dimostrerebbero l’inesorabile discesa verso il basso di alcune strutture. Lucini conferma, ma precisa: «Mi piace dare dati completi – ha detto – per cui diffonderò numeri e stime esatte solo quando avremo completato l’analisi del materiale prodotto dai due atenei». La novità si candida a essere un argomento forte nel confronto con la Regione. Confronto che, stando alle intenzioni del sindaco, dovrebbe portare a un nuovo futuro per il lungolago dimenticando, in parte o del tutto, l’attuale progetto anti-esondazione.
«Sarà un elemento su cui confrontarsi con il Pirellone – dice il primo cittadino – insieme con gli altri elementi che le due università hanno elaborato. L’obiettivo è trovare la strada più utile e intelligente per la città, per sistemare la questione lungolago».
Gli “altri elementi” sono quelli contenuti nello studio del Politecnico. Oltre alla novità delle immagini satellitari – parte dello studio geologico realizzato dall’Insubria – il Comune può contare sulle osservazioni effettuate dagli esperti di via Valleggio che hanno lavorato sull’analisi delle piene e dei livelli del lago per valutare se sia corretta a quota di 200,30 centimetri sul livello del mare per la difesa dalle esondazioni.
Lo studio dice che quella soglia non è (o non è più) un dogma. Ciò vale a dire che sarebbe possibile evitare di innalzare un qualunque tipo di paratia sul lungolago. I timori di Lucini però sono anche politici. La crisi regionale e il voto imminente rischiano di indebolire la trattativa. «Sono in contatto costante con la Regione – dice il sindaco – e, certo, la situazione politica rischia di rendere complicate le relazioni. Sono preoccupato perché voglio un percorso nuovo per le paratie e in tempi stretti, abbiamo bisogno di interlocutori anche prima del voto. Allo stesso tavolo dei tecnici devono sedere anche i responsabili politici». Il progetto per le nuove paratie, comunque, dovrebbe arrivare con la fine dell’anno. Regione permettendo. Intanto anche i capigruppo intervengono per commentare questa ennesima brutta notizia.
«Il problema paratie è una questione annosa. Va rivisto nella sua interezza. È sconcertante – spiega il capogruppo del Pdl, Laura Bordoli – constatare come per decenni i tecnici che si sono succeduti nel trattare il tema non siano arrivati a una soluzione. Siamo disposti a sostenere la maggioranza purché si arrivi in fretta a una soluzione». Decisamente più duro Alessandro Rapinese.
«Mi spiace che non stiano sprofondando le paratie – dice il capogruppo di Adesso Como – E non si capisce cosa voglia fare il sindaco Lucini che su questo problema non è stato capace di cambiare passo». La speranza comune è che si riesca, quanto prima, a trovare una soluzione definitiva. «È un problema senza fine – dice Mario Molteni (Per Como) – L’unica possibilità è riuscire a coinvolgere le istituzioni ai massimi livelli. Ovviamente partendo dalla Regione, ma coinvolgendo anche il governo Monti».
«Ancora una volta si conferma come questo cantiere sia stato un vero disastro per la città», spiega il capogruppo di Como Civica, Marco Tettamanti.
«Si è fatto un progetto faraonico che non aveva senso – interviene il capogruppo della Lega Nord, Alberto Mascetti – E così ecco cosa è successo. Bisogna ridurre al massimo il piano e portarlo il prima possibile a compimento. Questo scivolamento degli edifici non può che spingere ad accelerare i tempi».
«Se le foto e le notizie dovessero essere confermate – spiega Stefano Legnani, capogruppo del Pd – allora le perplessità espresse in passato erano giustificate. Adesso bisogna intervenire il prima possibile».
Infine un’ultima dichiarazione. «Siamo sempre stati contrari al progetto – spiega Luigi Nessi di Paco-Sel – E ora purtroppo la città sta pagando le conseguenze sul piano sia tecnico che paesaggistico».

Fabrizio Barabesi
Davide Cantoni

Nella foto:
Il tratto di lungolago interessato dal primo lotto del cantiere delle paratie

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.