Cantiere infinito all’Asilo Sant’Elia, il Comune incontra la Soprintendenza

asilo d'infanzia Sant'Elia

In via Alciato a Como, davanti all’asilo Sant’Elia, capolavoro del Razionalismo architettonico del XX secolo progettato e realizzato tra il 1934 e il 1937 dall’architetto Giuseppe Terragni e dall’ingegnere Renato Uslenghi per la parte strutturale, non sembra di stare al cospetto di un monumento che ogni anno attira studiosi e appassionati da ogni parte del mondo. Eppure per i lavori sulla struttura al centro di una controversa vicenda di restauri contestati per scarsa filologia sono momenti decisivi. La prossima settimana il Comune incontra la Soprintendenza. «La prossima settimana mi vedrò con i tecnici della Soprintendenza per approfondire gli interventi da svolgere».

Sono le parole dell’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Como, Pierangelo Gervasoni, che interviene sulla delicata questione che riguarda l’asilo Sant’Elia a Como. Dopo i restauri contestati, i lavori che avrebbero dovuto restituirlo alla città entro la Pasqua dello scorso anno sono rimasti in sospeso. Poi l’arrivo della pandemia e il blocco totale del cantiere. Affinché però l’asilo possa riaprire e tornare ad accogliere i bambini della materna, oggi trasferiti nell’istituto di via Viganò, sono necessari una serie di interventi.

Il costo dei lavori per sistemare l’asilo ammonta a circa 450mila euro. I tempi, purtroppo, non sono brevi.
«Ogni intervento in programma dovrà infatti passare al vaglio della Soprintendenza. Inoltre – aggiunge Gervasoni – terremo presente anche il giudizio di Attilio Terragni, pronipote dell’architetto Giuseppe Terragni cui si deve il monumento di via Alciato».
La speranza è che i lavori nella prestigiosa struttura possano ripartire il prima possibile, anche se prima di vedere riaperto l’asilo serviranno nuovi e costosi interventi.
«Il bene è sotto controllo – dice l’architetto Maria Mimmo, funzionario responsabile di zona per la provincia di Como della Soprintendenza per la Lombardia (Area funzionale architettura e paesaggio) che ha sede a Palazzo Arese Litta in Corso Magenta a Milano – L’incontro con il Comune verterà anche su altri beni architettonici della città di Como ma il nostro primo pensiero va all’Asilo Sant’Elia e a quanto serve mettere in campo per tutelarlo e preservarlo, che è la nostra missione. Il nostro compito è vigilare affinché il progetto di ripristino rispetti il patrimonio culturale che rappresenta la struttura».

E dato che l’incontro con la Soprintendenza sarà ad ampio raggio anche se verterà soprattutto sul tesoro Razionalista di via Alciato, c’è da sperare che con la Soprintendenza si possa anche fare il punto su un altro bene comunale anche se “solo” all’82% delle quote di proprietà, ossia l’ex cineteatro Politeama di Como in piazza Cacciatori delle Alpi, rudere sotto gli occhi di tutti, malato ben più grave e dalle prospettive ben più incerte dell’Asilo Sant’Elia, che quantomeno ha una sua precisa destinazione d’uso e conta su fondi certi per il recupero funzionale, in linea con il rispetto filologico dell’esistente.

Era stata la stessa soprintendente Mimmo, non più tardi di tre anni fa, a intervenire a Como in piazza Cacciatori delle Alpi per autorizzare la Società Politeama a mettere in sicurezza la facciata con le impalcature a fini strutturali e pubblicitari che tuttora si vedono e celano alla vista lo storico edifico inaugurato nel 1910 e chiuso dal 2005.

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