Cantiere lungo in piazza Duomo. Tra assessori scoppia la polemica

Como, piazza del Duomo vista dal Broletto

Un cantiere lungo un anno non è frequente, ma nei centri storici è un’eventualità possibile, soprattutto se si deve mettere mano a vecchi edifici.
Un cantiere – lungo o breve che sia – è però sempre un fastidio. Ovunque si faccia. È un fastidio in particolare per i residenti, costretti a fare i conti con spazi che si riducono, polveri che si accumulano, rumori che crescono in maniera considerevole, parcheggi che scompaiono.
Se tutto questo è vero, e lo è, perché ai cittadini e ai negozianti di piazza Duomo è stato riservato un trattamento “speciale”?
La domanda se la sono fatta alcuni assessori della giunta di Como quando hanno saputo che nei giorni scorsi, un loro collega è andato addirittura di persona a consegnare lettere in cui si davano spiegazioni sul futuro cantiere di piazza Duomo, dove la prossima settimana inizieranno i lavori di ristrutturazione di due edifici privati.
Un intervento invasivo, nel cuore pulsante della città. Un intervento per il quale il Comune ha discusso a lungo con i promotori per bilanciare le esigenze di tutti e garantire la vivibilità della piazza, riducendo al minimo gli inevitabili disagi.
Nella giunta le polemiche sono esplose quando un assessore ha fatto notare il diverso trattamento riservato ai residenti e ai commercianti di piazza Duomo rispetto a tutti gli altri.
Cittadini di serie A quelli del centro, informati brevi manu addirittura da un componente dell’esecutivo. E cittadini di serie B gli altri, quelli che si vedono aprire i cantieri sotto casa da un giorno all’altro senza che nessuno, ovviamente, si scomodi per dire un benché minimo bah. Se i commercianti e i residenti di piazza Duomo meritano addirittura una comunicazione “ad personam”, per un intervento peraltro privato, non avrebbero diritto – è la domanda che è risuonata a Palazzo, tra qualche veleno, un tono di voce più alto del solito e non poche polemiche – un identico trattamento i cittadini dei quartieri periferici?
Oppure vivere a Rebbio, Camerlata o Ponte Chiasso significa dover subire tutto passivamente?

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