Canton Ticino a Statuto speciale. Richiesta di Verdi e Comunisti: «L’economia è in difficoltà»

Cartelli della dogana tra Italia e Svizzera

Lo statuto speciale come mezzo per disporre di strumenti utili a contrastare il peggioramento delle condizioni di lavoro. Non si parla di una regione italiana ma della vicina Svizzera dove molto di rado, almeno nell’immaginario collettivo, si pensa a stipendi bassi o addirittura a mancanza di occupazione. Eppure non la vedono così i Verdi ticinesi che insieme al Partito comunista hanno presentato un’iniziativa parlamentare affinchè il Ticino venga riconosciuto come un “Cantone a statuto speciale”. In una recente intervista rilasciata al quotidiano La Regione da Franco Cavalli (candidato al Consiglio Nazionale nelle lista Verdi e Sinistra Alternativa), e in una nota stampa congiunta da parte dei due partiti vengono forniti dati e numeri a sostegno della richiesta. Ecco allora che la domanda si base su cifre ben precise e anche su considerazioni legate ai tanti frontalieri in ingresso ogni giorno nel cantone.
«Il Ticino è la regione del Paese che presenta i livelli salariali più bassi, del 14.4% inferiori rispetto alla media nazionale, come rilevato dall’Ufficio federale di statistica – scrivono i proponenti – E si registrano complessivamente solo il 4.1% dei posti di lavoro presenti in Svizzera, ma purtroppo ben il 9.9% di quelli a basso salario. Oltre a ciò, la percentuale di impieghi a basso salario si situa al 24.7%, il doppio rispetto alla media svizzera. Inoltre si ha il maggior tasso di sottoccupazione. Secondo l’Ustat (ufficio statistica del Cantone), i sottoccupati registrati in Ticino nel 2015 erano ben 17mila: un fenomeno pericolosamente in crescita visto che il loro numero è più che raddoppiato tra il 2004 ed il 2015». Cifre che ben sintetizzano la situazione e che non nascondono anche un riferimento evidente ai problemi esistenti con le regioni confinanti, a partire ovviamente dalla Lombardia e dalla provincia di Como con i tanti frontalieri in transito ogni giorno dalla dogana. Nella nota del partito Comunista infatti si legge proprio come «il quadro della situazione è allarmante. Le cause sono essenzialmente riconducibili a decenni di politiche liberiste, alla pressione esercitata dalle migliaia di persone che nelle vicine regioni italiane sono rimaste senza lavoro. Il Ticino ormai è una specie di zona franca nel panorama nazionale dove vigono condizioni di impiego per nulla dignitose e al contempo sconosciute al resto del Paese».
Un insieme di motivazioni e di numeri che dunque hanno spinto su questa strada. «Chiediamo che il Ticino venga riconosciuto come una regione a statuto speciale, dove realizzare contromisure che permettano di contrastare il progressivo degrado delle condizioni di vita e di lavoro della popolazione residente. In caso di nomina di un rappresentante alle prossime elezioni per il Parlamento federale, la lista “Verdi e Sinistra alternativa” chiederà un incontro urgente alla direzione della Segreteria di Stato dell’economia», si chiude così il denso comunicato delle due compagini politiche.

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