Canton Ticino, in forte calo il numero dei frontalieri

Brusca frenata nella crescita dei frontalieri in Ticino: poco meno di 900 in tre mesi. La notizia giunge direttamente dall’ufficio Statistiche del ministero dell’Economia di Berna che ieri ha diffuso i numeri del frontalierato in tutta la Svizzera.
Alla fine del 2014, i lavoratori provenienti da oltreconfine erano in Ticino 61.593 contro i 62.481 registrati alla fine del terzo trimestre dello stesso anno. In numeri assoluti il calo è stato quindi di 888 unità, pari all’1,43%,
Non è la prima volta che, negli ultimi tempi, il dato sui frontalieri presenta cifre negative. Sempre stando ai numeri dell’ufficio federale di Statistica, si tratta del «terzo arretramento trimestrale dopo quelli del quarto trimestre 2012 e del primo trimestre 2013».
Di fatto, però, la pressione esercitata sul mercato del lavoro ticinese resta fortissima. Alla fine del 2013, infatti, i frontalieri erano 59.807. In un anno l’incremento è stato del 2,98%. Ma dieci anni fa, nel dicembre 2004, i frontalieri in Ticino erano 35.218. Nel medio periodo, quindi, la crescita è stata del 74,89%. Numeri da capogiro, che non a caso hanno contribuito a mutare (in peggio) il clima politico-sociale nel Cantone di lingua italiana.
Tra le molte statistiche diffuse ieri, una delle più curiose riguarda certamente la nazionalità dei frontalieri. Dall’Italia vanno a lavorare ogni giorno in Ticino 61.396 persone residenti nel nostro Paese, ma anche, tra gli altri, lavoratori che hanno casa in Francia (57), in Germania (41), in Spagna (24), in Gran Bretagna (21), in Ungheria (8), in Portogallo (8), in Austria (7), in Belgio (3), in Olanda (3) e in Irlanda (3).

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