Cantoni e lago smembrato, Maroni frena: “Nulla è ancora deciso”

Roberto Maroni Roberto Maroni

<Nulla è ancora deciso: ascolteremo il territorio>. Roberto Maroni frena sull’ipotesi di dividere a metà la provincia e il lago di Como, assegnandone – nel disegno degli ipotetici nuovi Cantoni, che potrebbero sostituire le Province – una parte a Varese e una parte a Sondrio.  Nel dibattito sul riordino degli enti locali, il territorio comasco ha sempre chiesto di non essere smembrato, e di essere accorpato con Lecco.
Ciononostante, l’ipotesi di Regione Lombardia prevedeva di dividere il lago, assegnando al futuro Cantone di Sondrio buona parte dell’Altolario. Uno scenario che ha scatenato una reazione forte e contraria del territorio comasco.
Il governatore della Lombardia ha quindi scritto ai e alle istituzioni lariane.
<La Regione – dice Maroni – non ha preso ancora alcuna decisione sui nuovi Cantoni, che per legge dovranno sostituire le attuali Province, men che meno quella di “dividere il lago di Como”. Prima di ogni decisione, infatti, bisognerà attendere l’esito del referendum sulla riforma costituzionale. Sul mio tavolo – continua il governatore lombardo – ci sono alcune bozze di lavoro, predisposte come materiale per la discussione che abbiamo avuto con Anci, Upl e Unioncamere e tutti i soggetti dei Tavoli provinciali, sintesi tecnica delle osservazioni arrivate da tutti i territori, compresi Lecco, Como, Varese e la Brianza. Queste bozze di lavoro contemplano varie ipotesi, tra cui quella che riguarda Como e il suo territorio: proprio quella del lago rimane una “questione aperta” – precisa Maroni – e come tale sarà indicata nel documento ufficiale che scriverò nei prossimi mesi e che presenterò al Consiglio Regionale, se e quando passerà il referendum costituzionale>. Maroni conclude ribadendo di essere aperto al dialogo.
Secca, invece, la replica del presidente della Provincia di Como, Maria Rita Livo. <Ancora una volta il presidente Maroni sembra prendere in giro i comaschi e mortifica il nostro territorio. Abbiamo formulato una richiesta molto precisa, quella di ricomporre l’unità del territorio intorno al lago, che consideriamo un segno identitario forte. Non accetteremo mai di essere fatti a pezzi>.

Tratto da Espansione TV

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