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Cantù a picco. Coach Pashutin a muso duro con la squadra

Una serata da ricordare solo per il bel tributo alla memoria di Enrico “Chicco” Ravaglia, giocatore di Cantù scomparso il 23 dicembre del 1999. Sotto gli occhi dei genitori dello sfortunato cestista, la Cantù vista ieri sera contro la Reyer Venezia non ha certo mostrato la determinazione che caratterizzo Ravaglia nella sua purtroppo breve esperienza in Brianza. Anzi, contro Venezia si è visto l’esatto contrario. Una squadra abulica, demotivata e deconcentrata. La sconfitta contro la Reyer – seconda forza del campionato – era attesa (71-93 il finale), ma il problema è stata l’assoluta mancanza di carattere dei giocatori dell’Acqua S.Bernardo, che sono stati fischiati (e non succedeva da tempo) dai loro tifosi. A fine partita coach Evgeny Pashutin è stato molto duro nei confronti dei giocatori e ha anche ammesso che vi siano problemi nel lavoro settimanale.«Tony Mitchell ha saltato una serie di allenamenti» ha spiegato il tecnico, facendo capire che il giocatore – tra i più beccati dal pubblico – si presenti quando lo ritiene opportuno nei limiti imposti dal contratto.

«Ho parlato ai giocatori negli spogliatoi a fine partita, devono capire che si difende in cinque, tutti. Non devono farlo soltanto in due o tre. In questo momento non siamo uniti, non giochiamo come una squadra dovrebbe fare. Questo è il problema – ha spiegato il tecnico – Bisogna mettere l’ego da parte, dimenticarsi delle individualità e iniziare a giocare. Troppi giocatori giocano per se stessi, solamente per le proprie statistiche. Bisogna, invece, giocare per la squadra, per Cantù, per la società. Dobbiamo imparare a rimanere concentrati per tutti i 40 minuti».

«Le vicende extracampo non devono più essere delle scusanti, questo non è più il punto – ha detto ancora Pashutin – Io tengo molto a questa società e a questa squadra, sono uno che non molla. Non dormo la notte per cercare di risolvere questa situazione. Purtroppo è complicato, anche il linguaggio del corpo dei giocatori lo dimostra ma bisogna andare avanti, anche se i risultati non arrivano. Ho grande rispetto per l’onestà di Jonathan Tavernari che, non contento della situazione, ha chiesto e ottenuto di essere ceduto. Ma gli altri hanno invece garantito di aver voglia di lottare. Allora che si comportino da uomini, da guerrieri».

Nessun riposo per la formazione brianzola, che domani, giorno di Natale, scende in campo alle 17 nel turno natalizio contro Varese in una trasferta peraltro vietata ai tifosi canturini.

Redazione

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