Cantù, l’addio di Pashutin. L’allenatore è già operativo in Russia. Tocca a Brienza

Cantù Pesaro , coach Evgeny Pashutin

Martedì il pranzo con lo staff e il brindisi chiuso con un bel «Forza Cantù». Poi gli allenamenti con la squadra e alla sera la chiamata ai dirigenti: «Domani mi devo assentare». Ieri pomeriggio sul canale Youtube della Fiba Eurocup le immagini che hanno sconcertato dirigenti e tifosi della Pallacanestro Cantù. Coach Evgeny Pashutin stava dirigendo dalla panchina – in Russia – la partita della sua nuova squadra, l’Avtodor Saratov, vinta contro il Zz Leiden per 105-81.
Un fulmine a ciel sereno: non più tardi di domenica scorsa, dopo la vittoria a Trento, il tecnico russo si era soffermato sulla capacità del gruppo di lottare in una situazione societaria difficile. In ogni conferenza ha sottolineato la voglia di rimanere a Cantù fino all’ultimo e di portare avanti il progetto. Poi è arrivato il fatidico martedì 29 gennaio, ieri appunto.
Fin dal mattino i dirigenti canturini hanno cercato di capire che cosa si celasse dietro quel «Devo assentarmi». Poi, prima che da parte del club brianzolo uscisse qualche dichiarazione, il comunicato dell’Avtodor Saratov sulla sua pagina Twitter: «Evgeny Pashutin sostituisce Dusan Alimpievich».
A quel punto la Pallacanestro Cantù ha fatto sapere che «l’allenatore si è assentato da Cantù senza alcuna autorizzazione dal club. La guida tecnica della squadra è stata affidata al vice Nicola Brienza». Annullato, vista la situazione, anche il previsto allenamento al centro Caimi con il Lugano Tigers.
Ma non solo, mentre fonti del club sottolineavano che comunque Pashutin continuava ad essere sotto contratto, dalla Russia hanno iniziato ad essere diffuse le immagini della gara di Eurocup con Pashutin in panchina. In campo a fianco di un prestanome? Tutt’altro, anche sul referto ufficiale l’ormai ex coach di Cantù risultava infatti capoallenatore dell’Avtodor Saratov. L’ipotesi che si è fatta avanti è che a Pashutin sia giunta una liberatoria da Dmitry Gerasimenko che, non va dimenticato, continua ad essere il proprietario del club, in attesa dell’annunciato passaggio di consegne con uno dei due gruppi stranieri che hanno manifestato interesse ad acquistare il club.
Invece no (e a questo punto la vicenda si complica ulteriormente). Sempre dalla sede arriva la precisazione che Gerasimenko è si proprietario, ma il potere di firma in queste situazioni è dell’amministratore unico Roman Popov che smentisce di aver dato il via libera all’addio del tecnico russo che però, senza essere formalmente a posto, non poteva essere ammesso come capoallenatore non in una gara amichevole, ma in un incontro ufficiale di una coppa europea, dove comunque c’è un alto livello di controlli. Ulteriore mistero in una vicenda che è già intricata di suo.
Un comportamento, quello di Pashutin, che ha sconcertato la piazza, anche perché le due dichiarazioni erano sempre state all’insegna dell’amore per i colori della Pallacanestro Cantù. Anzi, il coach, che nelle conferenze stampa parlava in inglese, ripeteva spesso che avrebbe voluto imparare l’italiano per integrarsi ulteriormente.
C’è chi ipotizza motivazioni personali, chi l’ennesima offerta – questa volta irrinunciabile – della squadra russa, che lo stava corteggiando da tempo.
E non è da escludere che la prospettiva dell’arrivo di un nuovo gruppo (americano o svizzero) alla guida del club possa avere ulteriormente demotivato Pashutin, che in Brianza era stato paracadutato come uomo di fiducia di Dmitry Gerasimenko. Martedì sera, prima della fuga del tecnico, i due si sarebbero sentiti.
Rimane infine da capire come i giocatori recepiranno la cosa, visto che già la stagione per i noti problemi non è semplice e il saluto improvviso del tecnico potrebbe fare da apripista a situazioni di “mal di pancia” che finora sono sì emersi, ma che in un modo o nell’altro sono stati tenuti a bada.
Massimo Moscardi

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