Cantù-Asnago, il ponte riapre, ma il Comitato chiede i danni

Nuovo capitolo nella vicenda del ponte sulla ferrovia di Cantù-Asnago, chiuso ormai da quattro mesi ai mezzi pesanti. Se infatti da una parte si registra, dopo l’incontro della Fai, Federazione autotrasportatori italiani in Prefettura con i rappresentati dell’amministrazione provinciale, la prossima riapertura del manufatto, già da mercoledì, dall’altra, un gruppo di quindici aziende del trasporto, riunite in un comitato sono decise a chiedere i danni alle pubbliche amministrazioni.

Ma andiamo con ordine. Giovedì il prefetto di Como Bruno Corda ha convocato in via Volta un confronto tra i vertici della Fai di Como e Lecco, Giorgio Colato, Fernando Battazza e Giulia Bonanomi e della Provincia di Como, presente con la presidente Maria Rita Livio e il dirigente Bruno Tarantola. La Provincia nel corso dell’incontro ha annunciato la riapertura del ponte di Cantù-Asnago e i lavori di consolidamento. L’ordinanza prevede senso unico alternato regolato da un semaforo e passaggio, per cinque mesi, dei mezzi fino a 19 tonnellate. Al termine dei lavori, previsto per fine agosto, potranno circolare i camion fino a 40 tonnellate. «Mi pare una proposta accettabile – ha detto il presidente Colato – Ci siamo mossi per primi per affrontare il problema, minacciando anche noi di chiedere i danni, ma la nostra categoria non vuole certo operare in situazioni di assenza di sicurezza. È importante in tal senso l’impegno a eseguire subito la manutenzione».

Dall’altra parte, come detto, il Comitato per il ponte “Cantù – Asnago” presieduto da Sergio Pini, dopo una riunione a cui ha partecipato anche l’ono – revole leghista Nicola Molteni, ha incaricato lo studio Callipari di Verona di scrivere alle pubbliche amministrazioni coinvolte per chiedere i danni subiti nei quattro mesi di chiusura

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