Cantù attende una risposta da Gerasimenko. Ma il patron non si fa sentire

Dmitry Gerasimenko

Tutto tace. Nella giornata di ieri non sono arrivati segnali da Dmitry Gerasimenko, il patron della Pallacanestro Cantù che sta valutando le offerte che gli sono finora giunte da due gruppi, una realtà americana (supportata da imprenditori brianzoli) e una svizzera. Ma non è detto che nella giornata di oggi qualcosa si possa sbloccare, con un «sì» o un «no» del patron. Ormai in questa vicenda l’imprevedibilità è una costante, quindi non è facile davvero capire come possa andare a finire.
Di fatto, quindi, la situazione del club brianzolo rimane in una fase di stallo e di incertezza dopo che nella giornata di martedì tutto sembrava risolto.
L’altra mattina, come è noto, è stato raggiunto l’accordo rispetto all’offerta del gruppo americano, supportato da un consorzio di imprenditori brianzoli; tra loro anche Roberto Allievi, già dirigente del club, oltre che ex presidente di Lega Basket, e figlio dello storico presidente Aldo.
Poi a metà pomeriggio, il cambio di rotta: Dmitry Gerasimenko ha rilanciato, chiedendo più soldi e riportando tutto in una situazione di stallo. La lunga giornata si è chiusa con un messaggio deciso da parte del gruppo americano-brianzolo: «Non aumentiamo l’offerta che era stata accettata. Confermiamo la nostra proposta sulla quale avevamo già trovato l’accordo».
Le sortite del patron della squadra biancoblù, forte anche dell’interesse di una cordata che si è proposta dalla Svizzera – ma che potrebbe avere una base di investitori italiani – certo non aiuta ad accorciare i tempio in questa fase.
Ma non solo, questi balletti potrebbero portare gli statunitensi, disposti a investire sulla squadra e sul nuovo palazzetto dello sport di Cucciago, a perdere la pazienza e abbandonare le trattative.
Una situazione di incertezza e negatività – questo è lo spirito negli uffici del club a Cermenate – nei giorni in cui c’è l’esigenza di regolarizzare la posizione del nuovo capoallenatore Nicola Brienza.
Lo scorso fine settimana, dopo l’addio di Pashutin, Brienza è stato promosso a capocoach e ha guidato la squadra nella partita vinta nettamente contro Cremona. Ma lo ha potuto fare con una deroga, valida soltanto per un turno.
Per avere un tesseramento formalmente regolare il club dovrebbe saldare una serie di pendenze che in teoria toccherebbero a Gerasimenko, che però non si sta facendo sentire.
Due le possibilità. La prima è che chiedendo uno sforzo agli sponsor si saldino i conti, con la conseguente ufficializzazione della promozione di Nicola Brienza.
Altrimenti nella gara di sabato sera a Reggio Emilia Brienza sarà in panchina ma con le decisioni – ad esempio i cambi – formalizzate dal capitano Ike Udanoh. Una sceneggiata che un po’ tutti vorrebbero evitare, sia a Cantù, sia nell’ambiente del basket.
A Reggio Emilia, intanto, è stato presentato il nuovo allenatore, Stefano Pillastrini, che farà il suo esordio nel match contro i brianzoli.
«Ci saranno molte cose da fare dal punto di vista tecnico, ma anche emotivo e gestionale – ha spiegato il neotecnico – La cosa più importante sarà trasformare la Grissin Bon una squadra di guerrieri, mettendo l’accento sull’aspetto agonistico dal quale non si può prescindere».
«L’obiettivo immediato deve essere giocare insieme e diventare una formazione che lotta – ha concluso – Lo staff tecnico mi ha già presentato la situazione del gruppo nel dettaglio, ora dovrò inserire le mie idee e la mia metodologia di lavoro per far esprimere le potenzialità di questo gruppo».

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