Cantù, bambino cade dal balcone: lo salva un agente di polizia penitenziaria

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Tragedia sfiorata a Cantù L’uomo l’ha afferrato al volo. Il piccolo di 22 mesi è precipitato dal secondo piano

Ieri un bambino di appena 22 mesi è caduto nel vuoto dal secondo piano di una casa di via Milano a Cantù. Ma la tragedia incombente si è trasformata in un incredibile salvataggio. L’eroe è un agente della polizia penitenziaria, Luigi Barbanera, che è riuscito a prendere al volo il piccolo, salvandogli la vita.

«L’ho visto in piedi sul davanzale della finestra. Sentivo che sarebbe caduto. Ho deciso di restare sotto quella finestra, qualunque cosa fosse accaduta – racconta l’agente della polizia penitenziaria – Gli ho gridato di rientrare in casa, perché c’era la mamma, ma forse nemmeno mi capiva. Pochi istanti dopo è caduto. L’ho preso e poi sono finito a terra anch’io, mentre lo abbracciavo. Sono riuscito ad afferrarlo bene. È stata la mano di Dio, ne sono convinto. Dio mi ha dato la freddezza e la determinazione necessarie. Ho riportato contusioni al collo e a una mano, ma nulla di serio». Il piccolo, nato da una famiglia della Nigeria, è stato portato al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Sant’Anna per essere controllato, più per scrupolo che per altro. Avrebbe infatti riportato solo alcuni graffi superficiali. Il fatto è avvenuto alle 14 in un condominio di via Milano. La madre era al piano superiore a stendere i panni e non si è accorta che il bimbo era salito sul divano e da lì aveva raggiunto il davanzale, affacciandosi e rimanendo per lunghi attimi in bilico nel vuoto. Una scena notata da una donna che ha iniziato a urlare. L’agente, di passaggio in auto, si è fermato, è sceso ed riuscito a prendere il piccolo al volo. «Ero in via Milano perché abito in quella zona – afferma Luigi Barbanera, 45 anni, sposato e con due figli di 15 e 21 anni – Una donna è scesa dall’auto e ha cominciato a gridare, con il cellulare in mano. Ho parcheggiato, l’ho raggiunta e ho visto il bambino. Le ho detto di chiamare i soccorsi. Il piccolo piangeva. Mi è venuta una fitta allo stomaco, ma ho subito capito che bisognava intervenire, fare qualcosa per salvarlo. La mamma, alla fine, piangeva: mi ha abbracciato e ringraziato a lungo».

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