Cronaca

Cantù, codici bianchi e verdi “fuori” dal pronto soccorso

Salute sul Lario – Al reparto di emergenza dell’ospedale brianzolo arrivano ogni anno dai 32 ai 34mila pazienti. I casi meno gravi sono l’80% circa del totale
Il progetto sarà esteso progressivamente a tutti gli altri presidi sanitari della regione
Il pronto soccorso del Sant’Antonio Abate di Cantù sperimenta un nuovo ambulatorio taglia-code che dovrebbe ridurre i tempi d’attesa per i codici bianchi e verdi, ovvero per i pazienti che non abbiano una reale urgenza e che rappresentano circa l’80% degli accessi. Il servizio sarà attivato entro la fine del mese e dovrebbe andare a regime in un anno.
Il presidio brianzolo, assieme al Niguarda di Milano, è stato scelto dalla Regione come capofila della sperimentazione. «Da circa un anno
si lavora alla messa a punto del progetto e ormai siamo pronti a partire con la sperimentazione – esordisce Alessandra Farina, primario del pronto soccorso canturino – L’obiettivo è gestire meglio l’attesa nel suo complesso. Rispetto a 10 anni fa gli accessi sono aumentati del 50% e c’è l’esigenza di curare al meglio i casi più gravi rispondendo al contempo alla domanda di chi, in situazioni meno serie, si rivolge comunque a questa struttura».
Al reparto di emergenza dell’ospedale di Cantù arrivano ogni anno dai 32 ai 34mila pazienti. I codici bianchi rappresentano l’8-9% del totale, i verdi il 70% circa. «Abbiamo bisogno di concentrare l’attenzione maggiore sui codici rossi e gialli, pazienti che devono essere trattati con urgenza – dice il primario – ma non possiamo tralasciare i problemi minori. L’ideale sarebbe non far arrivare i codici bianchi in pronto soccorso, ma se i malati si rivolgono al reparto di emergenza devono essere gestiti e non possiamo in alcun caso dirottarli altrove».
Oggi l’attesa media per un malato al quale viene attribuito il codice verde è di circa un’ora, attesa che sale a 75 minuti per un codice bianco. «Il nuovo servizio dovrebbe permetterci di migliorare l’organizzazione delle attività – dice Farina – Si tratterà di avviare un percorso ambulatoriale, parallelo all’attività normale del pronto soccorso e gestito sempre all’interno del reparto, con gli stessi supporti informatici e gli stessi rapporti con l’ospedale».
L’ambulatorio taglia-code è previsto da un’apposita delibera regionale, approvata da tempo dalla giunta lombarda. Il provvedimento prevede anche altri interventi che rispondono a identici obiettivi, in particolare l’avvio, nelle stesse strutture, di sistemi informativi per consentire ai parenti in attesa di conoscere la situazione della persona accolta in pronto soccorso e i tempi d’attesa, oltre a una revisione generale dei criteri di attribuzione del colore dei codici.
«Attualmente esistono valutazioni differenziate da un ospedale all’altro – conferma il primario – Contemporaneamente allo studio della nuova sperimentazione abbiamo attivato anche un percorso di formazione che coinvolge gli operatori per mettere a punto criteri univoci di definizione delle situazioni che si presentano. L’approccio deve essere univoco. Il progetto partirà entro la fine del mese – conclude Alessandra Farina – Sarà attivato progressivamente, passo dopo passo ed entro un anno dovrebbe funzionare a pieno regime. Già dopo un mese dall’avvio della sperimentazione faremo una prima valutazione degli effettivi risultati».
«Lo scopo di questo provvedimento – sottolinea il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni – è migliorare la qualità e la gestione del servizio. Stanziamo per l’intera regione 7,5 milioni di euro per tagliare le code e ridurre le attese, per non lasciare i parenti privi di informazioni come spesso avviene oggi e infine per perfezionare e uniformare i criteri di attribuzione dei codici verdi e bianchi e rendere più appropriati gli accessi».
Il progetto sarà esteso via via ad altri ospedali, in particolare a tutti quelli che abbiano un pronto soccorso che effettua oltre 30mila accessi l’anno.
Per quanto riguarda Como, dopo Cantù dovrebbe partire anche il Sant’Anna. «Questa riforma del Pronto soccorso – precisa l’assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani – si affianca all’introduzione dei cosiddetti Creg, un nuovo sistema di presa in carico dei pazienti cronici che permette una maggiore appropriatezza di accessi al pronto soccorso. È l’ennesimo investimento che la Regione Lombardia fa in un momento di crisi, segno di una sanità che continua a crescere e svilupparsi con una sana gestione economica».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù sperimenta un nuovo ambulatorio taglia-code che dovrebbe ridurre i tempi d’attesa. Il progetto è stato presentato ieri (foto Mattia Vacca)
11 maggio 2012

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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