Cantù, dal centro ai quartieri periferici regno delle voragini nell’asfalto

altLe strade che non vorremmo
La protesta dei residenti di via Cascina Canova, ormai impraticabile

Centro e periferia, arterie principali e strade secondarie. Quando si parla di buche e condizioni del manto stradale, a Cantù non c’è alcuna differenza tra una zona e un’altra della città. Ovunque la situazione è disastrosa, con rarissime eccezioni.
Partendo da piazza Garibaldi, il cuore della Città del Mobile, e percorrendo le strade attorno è già possibile farsi un’idea precisa della situazione. Ovunque, il manto stradale è costellato di crepe, buche o vere e proprie voragini che

mettono a dura prova la resistenza delle vetture e l’equilibrio di centauri e ciclisti.
Impossibile stilare una graduatoria delle vie più martoriate. Sicuramente, però, è emblematica la voragine in via Vergani, in uscita dalla città. Il buco è profondo, oltre che di dimensioni notevoli, ed è oggettivamente pericoloso per i veicoli in transito. Per mettere almeno una pezza, l’amministrazione comunale ha sistemato un cartello stradale di pericolo, che indica “lavori in corso”. In realtà, non c’è alcun intervento in corso, ma il pannello mette almeno in guardia gli automobilisti ed evita che i veicoli in transito finiscano nella buca. In attesa di un rattoppo.
Nelle frazioni canturine la situazione non è diversa da quella del centro città. E da Vighizzolo arriva la denuncia dei residenti di via Cascina Canova, esasperati per la situazione della strada, ormai impraticabile. L’arteria è indubbiamente secondaria, ma si tratta comunque di una strada comunale. Dopo un primo tratto asfaltato, la via diventa addirittura sterrata. In quest’ultimo tratto abita una decina di famiglie. «È una situazione impossibile – denuncia Giuseppina Spinosi – Ormai, se non hai un fuoristrada non puoi uscire da casa. Il postino, che si muove in moto, non viene più a consegnare la corrispondenza. Occasionalmente arriva un addetto in auto, ma il servizio non è mai puntuale».
I residenti stanno valutando la possibilità di pagare di tasca propria un intervento di rattoppo. «Fino allo scorso anno, il Comune mandava almeno a chiudere le buche e spianare la via – dice Caterina Sciaresa – Una volta all’anno un intervento veniva fatto. Poi non si è visto più nessuno».
Quando dall’asfalto, in buone condizioni, si passa allo sterrato, il percorso diventa uno slalom non solo tra buche pericolose, ma anche attraverso un vero e proprio torrentello di acqua e fango. La pioggia incessante dell’ultimo periodo ha naturalmente peggiorato molto la situazione.
«Abito qui ormai da trent’anni – attacca Giuseppina – Mi sembra di essere tornata indietro agli anni Ottanta. Non è una situazione accettabile. Paghiamo le tasse esattamente come tutti gli altri cittadini di Cantù: l’amministrazione ha il dovere di occuparsi anche di questa strada».
Affrontare un tragitto così dissestato diventa difficile per chi non ha un fuoristrada. Alcuni residenti si sono detti pronti a pagare di tasca propria almeno un intervento tampone. Si tratta però di un’opera costosa, alcune migliaia di euro nella migliore delle ipotesi, e i promotori dell’iniziativa stanno valutando se tutti sono d’accordo o meno.
«Non sarebbe comunque giusto perché è una strada comunale – concludono le due residenti – Stiamo valutando comunque anche questo perché non sappiamo più cosa fare e la situazione è insostenibile».

Anna Campaniello

Nella foto:
Asfalto malridotto nel centro di Vighizzolo. A destra, buca con cartello in via Vergani

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