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Cantù, Eagles all’attacco di giocatori e dirigenti

«Adesso vorremmo parlare noi». Un comunicato – come specificato nel finale – frutto di un confronto fra tutti i componenti del gruppo degli Eagles 1990. I tifosi più caldi e appassionati della Pallacanestro Cantù hanno deciso di diffondere un comunicato con le loro valutazioni sulla retrocessione del club in A2, che potrà essere eventualmente sanata da un ripescaggio nella prossima estate, se qualche altra società rinuncerà per motivi economici alla massima serie.Le critiche toccano principalmente i giocatori più esperti e dirigenti i cui atteggiamenti non sono stati apprezzati. «La ritrovata canturinità “post russo” non è mai decollata probabilmente per colpa di figure più canturine di tante altre» hanno scritto i sostenitori della squadra brianzola.Ma l’apertura del comunicato è prima di tutto dedicata ai giocatori: «La retrocessione è giunta per colpa di gente che non ha onorato la maglia (…) e che non vogliamo più vedere in campo con i nostri colori».Per quanto riguarda i dirigenti, il primo riferimento è al general manager Daniele Della Fiori (non citato nel comunicato) a cui, nei giorni scorsi, erano stati dedicati una serie di striscioni con la scritta «vattene».«La contestazione non è per i centri sbagliati e per acquisti che non sono stati eccelsi, il mercato c’entra poco». I tifosi di fatto mostrano di non aver apprezzato determinati modi di porsi «nei confronti dell’ambiente che l’ha fatto crescere e in un certo senso “accompagnato”». Altra pesante critica è rivolta a un’uscita sui social da parte di un altro dirigente – in occasione della suddetta vicenda degli striscioni – che, a utilizzare un eufemismo, agli Eagles non è molto piaciuta.La riflessione conclusiva è sulla stagione 2021-2022. «Sarà serie A2, perché anche in caso di ripescaggio, nella testa di qualunque tifoso noi siamo retrocessi. Noi ci saremo, come sempre a modo nostro, ma ci saremo. L’anno prossimo pretendiamo una squadra che dia l’anima in campo, come quelle scarsissime a livello di talento, ma con un cuore enorme, che ci avevano fatto innamorare nei primi anni della gestione Corrado, per fare un esempio. Che sia A1 o A2 non ci interessa. Noi ci saremo». E la chiusura è perentoria: «La gente come noi non molla mai» con il coro che da sempre caratterizza la curva dei tifosi brianzoli.

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