Cantù ed Erba fanno i conti con le “civiche”

Incertezza sulle candidature a sindaco sia a destra sia a sinistra
La definizione è di Walter Gatti, avvocato e segretario cittadino del Partito Democratico di Erba: «Sta prevalendo – dice – un civismo massimalista». Sul Lario, le elezioni amministrative della primavera 2012, celebrate in “assenza” di politica e sotto l’egida del governo tecnico di Mario Monti, potrebbero passare alla (piccola) storia del territorio come quelle del “trionfo civico”. Trionfo per numero di liste presentate, s’intende. I partiti sono alle corde, esplodono ovunque i
rassemblement privi di simboli e di ideologie. La società civile è entrata in una fase esplosiva. Cerca e trova spazio nel vuoto aperto dalla crisi dei grandi e piccoli partiti. Quanto ciò sia vero si potrà comprendere a urne chiuse. La democrazia è fatta anche e soprattutto di numeri. Se il municipalismo dei senza-simboli sarà maggioritario o residuale lo sapremo a maggio. Intanto, però, ovunque è corsa a formare liste e a presentare candidati. C’è da fare un’altra breve premessa. Il sistema elettorale in vigore ormai da 20 anni premia, grazie a un meccanismo maggioritario, chi vince e e chi si candida a sindaco.
Con la riduzione del numero di seggi e la proliferazione annunciata di liste e listarelle, il rischio è che la partecipazione di decine e decine di persone diventi testimonianza. Che vi siano, cioè, molti portatori d’acqua e pochi, pochissimi potenziali beneficiari.
Detto questo, bisogna prendere atto di ciò che accade. E dopo Como, anche Cantù ed Erba si apprestano probabilmente a vivere una campagna elettorale caratterizzata dalla presenza di molti candidati sindaci e moltissimi aspiranti consiglieri comunali.
Partiamo da Cantù. Nella città del mobile il sindaco leghista uscente, Tiziana Sala, non può chiedere ai cittadini un terzo mandato. Il Carroccio ha annunciato di voler correre da solo in tutta la Lombardia, ma finora non c’è ancora alcuna ufficialità per ciò che concerne Cantù. Si sa che il candidato più accreditato resta il deputato Nicola Molteni, ma non si escludono cambiamenti in corsa. Il Pdl aspetta di conoscere le decisioni dell’alleato e intanto prepara una sua eventuale gara in solitaria.
Il direttivo di sezione e il gruppo consiliare non hanno trovato l’accordo su un unico nome, sarà quindi il coordinamento provinciale a decidere sulla base probabilmente di una rosa. A sinistra, il Pd ha da tempo avviato la campagna elettorale di Antonio Pagani, già direttore del personale di Banca Intesa e molto vicino al mondo cattolico. Altro candidato certo è Paolo Frigerio, consigliere provinciale di Autonomia Comasca che punta a un buon risultato. Non è ancora chiaro, invece, quale sia il nome su cui punta la lista civica “Lavori in Corso”, non è da escludere che si tratti di Claudio Bizzozzero, ideatore e leader da 10 anni del raggruppamento canturino.
A Cantù (così come a Erba) saranno presenti certamente i candidati sindaci centristi.
David D’Ambrosio, segretario provinciale dell’Udc, conferma che «si sta tentando un accordo con le altre forze politiche del Terzo Polo, ma in ogni caso noi presenteremo una nostra lista».
Se a Cantù l’alleanza di centrodestra è tuttora possibile, a Erba il matrimonio tra Pdl e Lega è andato per aria ormai da mesi. Ragione per cui il sindaco uscente, Marcella Tili, si presenterà agli elettori senza l’appoggio del Carroccio. Oltre al Pdl, la Tili sarà sostenuta da una lista civica capeggiata da Alessio Nava, attuale presidente della commissione urbanistica. La Lega potrebbe candidare a sindaco Eugenio Zoffili, presidente del consiglio comunale, ma si parla con insistenza della possibilità del ritorno in scena di Luca Mancardi, molto conosciuto in città per il suo lavoro nella Protezione civile.
Nella città del Triangolo Lariano la sinistra non riesce a trovare l’unità. Il Pd ha indicato da tempo il capogruppo uscente Michele Spagnuolo che potrebbe subire l’inattesa concorrenza di una civica in cui confluirebbero Giovanna Marelli, consigliere uscente, Marco Galli (già candidato sindaco dei Popolari) e Giorgio Berna, altro ex Dc, già presidente di Asme con il sindaco Enrico Ghioni.
Si parla di un’altra lista civica di centro che potrebbe far capo a Giorgio Meroni, mentre Autonomia Comasca sembra intenzionata a non presentare un suo candidato sindaco. Si muove anche la sinistra radicale che in un’assemblea la settimana scorsa ha lanciato l’idea di una propria lista.

Dario Campione

Nella foto:
Il municipio di Cantù

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