Cantù, faccia a faccia con la storia: 35 anni fa la vittoria in Coppa Campioni
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Cantù, faccia a faccia con la storia: 35 anni fa la vittoria in Coppa Campioni

Foto di gruppo per i reduci di Grenoble Foto di gruppo per i reduci di Grenoble

Era il 24 marzo del 1983: esattamente 35 anni. A Grenoble, Cantù batteva l’Olimpia Milano per 69-68 e conquistava la seconda Coppa dei Campioni della sua gloriosa storia. L’anno prima i brianzoli a Colonia avevano trionfato contro il Maccabi Tel Aviv.

Pierluigi Marzorati Pierluigi Marzorati

Momenti indimenticabili per chi li ha vissuti, gioie indelebili che, per chi ama la formazione canturina, valgono quanto, con un paragone calcistico, il successo dell’Italia nei Mondiali del 1982 in Spagna.
L’anniversario dei 35 anni non poteva passare sottotraccia. E così il Comune di Cantù ha convocato nella sua sede alcuni protagonisti di quella spedizione in terra transalpina. A fare gli onori, il sindaco Edgardo Arosio. Al suo fianco i giocatori Pierluigi Marzorati, Renzo Bariviera, Giorgio Cattini e Antonio Sala. Con loro Roberto Allievi, figlio del compianto presidente Aldo, il viceallenatore Gino Casamassima, il massofisioterapista Terenzio Galleani e il preparatore atletico Riccardo Carmina.

Renzo Bariviera Renzo Bariviera

Un incontro sul filo dei ricordi, a cui ha partecipato, con toccata e fuga, anche l’attuale presidente della Pallacanestro Cantù Irina Gerasimenko, che ha parlato di «una storia indelebile che nessuno potrà cancellare» e ha annunciato una sorpresa per i tifosi brianzoli per ricordare l’anniversario del primo scudetto della storia del club, vinto nel 1968.
«Cantù ha fatto qualcosa di incredibile e la città è indissolubilmente legata a queste vittorie», ha detto il primo cittadino Arosio nell’introdurre i vari interventi.

Riccardo Carmina Riccardo Carmina

Il primo è stato del capitano Pierluigi Marzorati, che peraltro fu in dubbio fino all’ultimo in quella partita, per l’infortunio a una caviglia durante l’allenamento di rifinitura. «I successi di quel periodo hanno concretizzato un progetto che era stato impostato da anni – ha detto – costruito con la presidenza di Aldo Allievi, gli allenatori, lo storico segretario Carlo Lietti, il general manager Raffaele Morbelli, tutti i collaboratori e lo staff medico e tecnico. Le vittorie non furono qualcosa di estemporaneo, bensì il risultato di un’opera che aveva preso il via da tempo».

Giorgio Cattini Giorgio Cattini

Renzo Bariviera ha ricordato: «Per me quella Coppa aveva doppio valore perché io avevo lasciato Milano in maniera polemica. Tengo a sottolineare anch’io che quei trionfi furono il risultato di un sistema di organizzazione societaria all’avanguardia. Un mio pensiero particolare va all’allenatore Giancarlo Primo, che azzeccò ogni mossa».

Antonio Sala Antonio Sala

Un po’ tutti hanno ricordato – non senza qualche espressione colorita – l’esultanza di Wallace Bryant, che a partita ancora aperta, a 45’’ dalla fine, iniziò a far festa, opportunamente richiamato dal resto della squadra, visto che il match si è poi risolto punto a punto e c’era ben poco – almeno in quel momento – da celebrare.
Particolarmente sentito l’intervento di Roberto Allievi: «Il nostro budget era contenuto rispetto a quello di altri club italiani – ha spiegato – ma era stato fatto un importante lavoro di costruzione sotto il profilo organizzativo. Stiamo ricordando la Coppa dei Campioni, ma in quel periodo erano arrivate la Coppa delle Coppe e l’Intercontinentale con una squadra composta quasi esclusivamente da elementi cresciuti nel nostro vivaio, che peraltro dominava nelle varie categorie tricolori giovanili». Non manca una piccola nota dedicata ai fan dell’Olimpia: «Negli anni i tifosi di Milano hanno detto che quella vittoria in finale era stata un furto per un ultimo fallo non fischiato a un secondo dalla fine, ma io ribadisco che Cantù ha vinto e nessuno ci può togliere quel trofeo».
Massimo Moscardi

Roberto Allievi Roberto Allievi

 

23 marzo 2018

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Redazione Corriere di Como

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