Cantù in vetta. «Non è un caso»

Basket maschile – Dopo trent’anni la formazione brianzola ritrova il primato solitario nel torneo di serie A. Gli addetti ai lavori: «Le Bennet può puntare allo scudetto»
Dopo trent’anni, Cantù è da sola in testa al campionato di serie A. Già perché nel 1981 fu l’allora Squibb, guidata in panchina da Valerio Bianchini, a guardare tutti dall’alto per l’ultima volta. Ora tocca alla Bennet di coach Andrea Trinchieri.
È vero, siamo solo alla terza di campionato ma a Cucciago, pur senza montarsi la testa, ci si gode l’aria fina della vetta solitaria. Un primato arrivato grazie alla sofferta vittoria esterna contro la Reyer Venezia per 80-76 e alla contemporanea

impresa corsara dell’amico Pino Sacripanti, capace alla testa della Pepsi Caserta di stoppare a domicilio la Montepaschi Siena.
Il primo attestato di merito arriva proprio da chi, trent’anni fa, era alla guida di quella Squibb capace di vincere su tutti i fronti, il “Vate” Valerio Bianchini. «Innanzitutto non posso che avere tanta simpatia nel rivedere al comando la Bennet, a cui va il mio tifo personale – afferma – È bello vedere che, in trent’anni, si siano succedute generazioni di giocatori, allenatori e dirigenti che, dall’inventore di un sistema di basket quale è stato Aldo Allievi, passando dalla famiglia Corrado, hanno trovato la giusta continuità nel progetto ora diretto da Anna Cremascoli».
«Vedere la Bennet in vetta non è un caso – aggiunge Bianchini – ma il frutto di scelte oculate sostenute dalla grande passione della città dei canestri quale è ancora oggi come allora Cantù». Ci sono analogie tra la Bennet di oggi e la Squibb? «Sono cambiati i tempi: la mia era una squadra fatta a Cantù con giocatori di Cantù. Ora va dato merito che la Bennet, pur nella globalizzazione, ha mantenuto viva un’identità tipica della tradizione canturina. Il tutto diretto in modo eccellente da un allenatore come Trinchieri che ha competenza, personalità e coraggio».
Ma dove può arrivare questa Cantù? «Lo scorso anno in Italia è arrivata seconda – dice ancora il “Vate” – ora deve puntare al primo posto, ma per farlo dovrà “usare” la coppa per prepararsi al campionato. A mio parere, pur essendo ben costruita per competere su tutti i fronti, Cantù non deve commettere l’errore di puntare troppo sull’Eurolega».
Chi, nella Squibb di Bianchini fu giocatore in campo e protagonista di tanti successi è Beppe Bosa, che non nasconde di essere ora tifoso della Bennet: «Confesso che è proprio un bel vedere, dopo così tanto tempo, Cantù in testa da sola al campionato. Significa che la società, lo staff tecnico e la squadra hanno lavorato bene e stanno dando continuità al loro progetto. E non è un caso che i nuovi si siano integrati al meglio. La Bennet è partita con il piede giusto e in queste prime gare ha dato la sensazione di aver acquisito ancor più consapevolezza dei propri mezzi».
«Guardandola sul campo – dice ancora Beppe Bosa – è evidente come sia cresciuta molto in mentalità, merito del coach che ha lavorato molto e bene sulla testa dei giocatori. Siamo solo alla terza giornata, è vero, ma le prospettive per un altro campionato al vertice ci sono tutte. Soprattutto c’è la squadra e poi, rispetto agli ultimi anni, la Montepaschi Siena sembrerebbe più abbordabile. Ma con il team toscano è meglio usare il condizionale e poi c’è l’incognita Armani Milano che ha attrezzato un roster super».
Bosa nota anche alcune similitudini con la sua Squibb capolista di trent’anni fa. «Vedo nella Bennet di oggi quella solidità tecnica, ma soprattutto mentale, che avevamo noi e che era un nostro punto di forza e ci ha permesso di vincere tanto: è emerso anche nella prima partita di Eurolega contro il Nancy. Dopo un avvio non facile, la squadra non ha mollato, non si è scoraggiata, ma anzi ha dato prova di solidità e soprattutto di volere vincere fino alla fine».
Non lo dice apertamente, ma chi tifa Cantù è anche Gianmarco Pozzecco, ex giocatore, ora opinionista televisivo. «Sono sincero – ammette – sono contentissimo nel vedere la Bennet in vetta solitaria. Lo dico restando varesino d’origine, ma mi sento molto legato all’ambiente di Cantù. Non sono stupito di questa classifica: forse stupisce di più lo stop casalingo di Siena. Del resto, però, questa situazione fa bene a tutto il campionato e alla stessa Siena, dopo gli ultimi anni in cui ha meritatamente dominato: siamo all’inizio ma il torneo mi sembra molto più aperto e avvincente con tante squadre attrezzate».
E davanti a tutti c’è la Bennet. «Perchè è un nucleo affiatato che ha anima ed identità, trascinato da un Micov super e un valore aggiunto importante: il mio amico Basile. Sono felice che Cantù abbia preso il “Baso” perché lui, oltre a un grandissimo campione, è un ragazzo d’oro che conosco bene e per questo lo avevo sponsorizzato un po’ ovunque. È un esempio positivo, un vero traino per tutto il gruppo. Prendere il Baso è stato un grande colpo per la Bennet».
Cantù, quindi, destinata a confermarsi anche quest’anno al vertice per il “Poz” che ammette: «Alla fine dovrà ancora fare i conti con Siena e, per fare meglio dell’anno scorso, dovrà batterla. E vi assicuro non sarà facile senza dimenticare la terza incomoda Milano: inutile negare che sulla carta ha l’organico più forte. Ma, si sa, nel basket come nello sport è il campo che emette i verdetti».
Quanto può incidere l’Eurolega sul cammino di Cantù? «Dico subito che l’unico scudetto con Varese l’ho vinto nell’anno in cui giocammo la prima stagione di Eurolega quindi… i canturini possono fare gli scongiuri, ma mi auguro che la storia si possa ripetere. Non dico nulla di nuovo sottolineando quanto l’Eurolega sia una competizione durissima che, vedrete, tornerà molto utile alla truppa di Trinchieri anche in campionato e le permetterà di crescere ancora di più».
Intanto dall’alto del primo posto in campionato la Bennet, dopo l’allenamento di ieri pomeriggio, oggi parte alla volta della Spagna, dove domani sera, alle 20, renderà visita per il secondo turno di Eurolega al team basco del Caja Laboral, che all’esordio riuscì ad espugnare il campo del Fenerbhace. Alle porte, dunque, una sfida di vertice.

Andrea Piccinelli

Nella foto:
In campionato
Sabato prossimo, in anticipo, i brianzoli sono attesi dalla gara interna contro Pesaro. Nella foto, una sfida del passato tra le due squadre

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