Cantù, la stazione di via Vittorio Veneto tra i migliori esempi di riuso sociale
Cronaca

Cantù, la stazione di via Vittorio Veneto tra i migliori esempi di riuso sociale

La stazione di via Vittorio Veneto a Cantù

C’è anche una stazione canturina, quella di via Vittorio Veneto, tra gli 87 scali delle Ferrovie dello Stato riconvertiti, anche parzialmente, come sedi di attività sociali e citati, come esempi virtuosi, nel volume “Stazioni Impresenziate. Un riuso sociale del patrimonio ferroviario”, presentato oggi a Milano durante “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera del consumo consapevole e degli stili di vita sostenibili in corso fino a domani negli spazi di Fieramilanocity. In tutto, sono oltre 450 le stazioni e, in generale, gli immobili ferroviari – non più funzionali alle esigenze del trasporto via treno di passeggeri e merci – che sono stati destinati a progetti e attività culturali, turistiche, di solidarietà e sostenibilità attraverso la cessione, in comodato, a enti locali, fondazioni e associazioni sull’intero territorio nazionale.
A Cantù, il “fabbricato viaggiatori” della stazione di via Vittorio Veneto, scalo tuttora in funzione lungo la linea che collega Como con Lecco, nel 2014 è stato concesso da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce le infrastrutture, al Comune di Cantù in comodato d’uso gratuito. Il Comune, a sua volta, lo ha assegnato, in sub comodato, alla sezione canturina dell’Associazione nazionale alpini (Ana), agli scout dell’Agesci (Associazione guide e scouts cattolici italiani) e del Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani), oltre che all’Associazione Arma Aeronautica e al Club Ciclistico Canturino. L’immobile, che prima ospitava i passeggeri in attesa dei treni ed è stato poi chiuso visto il calo di viaggiatori, dopo anni di abbandono è dunque tornato a nuova vita come sede di associazioni. Ed è entrato di diritto nel libro che raccoglie le migliori esperienze di riuso sociale del patrimonio ferroviario.
Il volume è stato illustrato oggi da Ilaria Maggiorotti, responsabile asset immobiliari di Rete Ferroviaria Italiana, che ha spiegato come «questi progetti creino valore culturale, sociale ed economico per il territorio di riferimento».
Il “fabbricato viaggiatori” ha una superficie complessiva di 570 metri quadrati, disposti su due piani. Al piano terra hanno sede le due associazioni scout, che ogni fine settimana riuniscono un centinaio di ragazzi e ragazze; in quello superiore vi sono gli spazi per gli alpini e gli altri sodalizi.

24 marzo 2018

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Marcello Dubini

Marcello Dubini mdubini@corrierecomo.it


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