Mense scolastiche, cucine in ospedale: così Cantù e Lecco quadrano il cerchio
Cronaca

Mense scolastiche, cucine in ospedale: così Cantù e Lecco quadrano il cerchio

A Como si dibatte in consiglio comunale sul tema della refezione scolastica: a tenere banco è l’esternalizzazione del servizio, e al centro della polemica è la possibile assegnazione dell’appalto alla ditta Euroristorazione che fornirebbe i pasti dalla sede di Garbagnate Milanese, a oltre 35 chilometri di distanza da Como. Ma come hanno risolto lo stesso problema le città a noi vicine di Cantù e Lecco?
La Città del mobile cuoce i pasti a San Fermo della Battaglia, a due passi da Como. Nell’ospedale Sant’Anna infatti opera la ditta Camst, un gruppo da 750 milioni di fatturato attivo in tutta Italia e che, oltre a vincere l’appalto per il maggior nosocomio lariano, cuoce anche i pasti per le mense delle scuole di Cantù.

«Da una quindicina d’anni – dice Alessandro Brianza, assessore all’Istruzione della Città del mobile – il Comune di Cantù esternalizza il servizio mense. Attualmente ci serviamo della stessa ditta che ha in appalto le mense dell’ospedale Sant’Anna, che cuociono i secondi, mentre i primi sono preparati in ogni scuole dove è attivo un servizio di “cuocipasta”. Sulle 20 scuole servite, due hanno piccoli centri di cottura autonomi».
Centro di cottura concentrato in un ospedale, ancor più vicino alle scuole, nella città di Manzoni. Infatti a Lecco l’amministrazione comunale ha affidato, fino al 30 giugno 2022, la gestione del servizio di ristorazione alla società Dussmann Service srl di Milano, che è operativa con il suo centro cottura nell’ospedale “Manzoni” dal 1° luglio dello scorso anno.

Un modello, quello del centro cottura unico da ubicare in una struttura sanitaria, che era stato preventivato anche dalla precedente giunta di Como. Nell’ipotesi, poi fallita, di strutturare un punto unico per la realizzazione dei pasti da distribuire nelle 17 scuole di Como, si era arrivati a immaginare – in sostituzione della sede individuata in un primo momento, ossia la primaria di via Isonzo a Prestino che sarebbe poi stata smantellata – appunto l’area dell’ex ospedale Sant’Anna di via Napoleona, anche in relazione alla costituenda “cittadella sanitaria”. Poi tutto naufragò in un mare di polemiche, anche perché a bilancio mancavano i 500mila euro necessari alla realizzazione del progetto.

12 luglio 2018

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Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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