Cantù, oggi l’esordio in campionato

alt«Non sappiamo ancora chi siamo e dove possiamo arrivare, ma stiamo lavorando sodo per conoscerci». Sereno e sincero, così come lo è sempre stato, Stefano Sacripanti, in arte “Pino”, fa il punto della situazione della sua nuova Pallacanestro Cantù, a poche ore dal debutto in campionato in programma questa sera alle ore 18.15 al Pianella contro la neopromossa Giorgio Tosi Group Pistoia.
«Innanzitutto partiamo dal nostro precampionato – aggiunge Sacripanti – che ci ha creato non poche

difficoltà dovute all’arrivo in ritardo di alcuni giocatori come Uter, Jones e gli stessi nazionali, a cui si sono aggiunti anche una serie di infortuni. In pratica abbiamo giocato al completo solo una partita a Bologna e, confesso, avrei preferito lavorare in preparazione con tutto l’organico, ma non è stato possibile».
«I ragazzi però sono stati molto bravi per dedizione e tenacia – sostiene ancora l’allenatore – Ad alti e bassi abbiamo anche disputato buone partite mostrando a tratti anche il nostro gioco. Ovviamente c’è tanto da lavorare. Del resto siamo una squadra con molti elementi nuovi e dobbiamo ancora trovare equilibri, chimica e gerarchie, cose non scontate».
Ma cosa è piaciuto nella preseason: «Innanzitutto la dedizione e la disponibilità anche degli aggregati – spiega l’allenatore – dai giovani del vivaio a Bloise e Corno, senza dimenticare i veterani quali Chiacig e Digiuliomaria che ci hanno dato una mano sopperendo alle assenze. Proprio nelle difficoltà, le amichevoli ci hanno dato indicazioni su cui lavorare anche in prospettiva di soluzioni alternative».
I tifosi credono nella nuova squadra; lo confermano i 3.005 abbonamenti sottoscritti. Anche l’effetto del ritorno di Pino a casa ha contribuito. «Ai tifosi non posso dire nulla, se non ringraziarli. Cosa si può dire a chi in un periodo così difficile sottoscrive oltre 3.000 abbonamenti? Molti mi fermano per strada e mi dicono che siamo un po’ corti come rosa… Può essere vero nel caso in cui gli elementi che partono dalla panchina non daranno il contributo che aspettiamo: Jones, Rullo e Abass sono scommesse su cui abbiamo puntato, ma se garantiranno la qualità che chiediamo, allora ci faranno diventare una squadra da campionato e coppa, altrimenti dovremo aver una dimensione solo nazionale».
Il “Pino” è prudente e precisa: «Siamo una squadra nuova che raccoglie un’eredità pesantissima di quattro anni vissuti da Cantù al vertice, in Italia e in Europa, con un budget più importante e tanti top player. Anche i tifosi si sono abituati a giocare finali e alla vittoria come normalità. Questa nuova squadra dovrà imparare a conoscersi, resistere e fare gruppo nei momenti difficili e a convivere con questa eredità partendo da poche certezze».
«La fame di Cusin e Aradori – spiega il coach – l’esperienza di Leunen che è il nostro equilibratore, il talento di Ragland, la tenacia di Jenkins, l’energia di Uter e la crescita di Gentile. Tra le certezze metto anche le forti motivazioni che animano tutti noi e la professionalità del sistema Cantù nel suo complesso».
L’inizio regala subito l’esordio casalingo contro Pistoia: «Non so come finirà perché giochiamo con una squadra che rispetto a noi ha potuto lavorare al completo per tutto il precampionato. Inoltre Pistoia ha un quintetto di americani che corrono, saltano e hanno grande talento, sia offensivo che difensivo, senza dimenticare che dalle panchina si alzano elementi di qualità e esperienza come Galanda: non è un caso che in preseason abbia vinto tutte e sei le partite giocate battendo anche il Cska Mosca di Ettore Messina».
Cantù scende in campo con forti dubbi sotto canestro viste le non perfette condizioni sia di Uter che di Cusin: «Vero, ma non facciamo drammi, il precampionato ci ha allenato alle difficoltà. Abbiamo il rammarico di non aver lavorato dall’inizio al completo ma abbiamo tutto un anno per crescere e diventare, speriamo, una squadra che se la gioca con tutti».
Ma che campionato sarà? «Milano è favorita, davanti a tutti per profondità e taglia dell’organico, poi ha preso giocatori e allenatore vincenti. Dietro non vedo squadre deboli, ma anzi una decina di formazioni che hanno talento e mezzi per fare bene: da Siena a Venezia, da Roma ad Avellino, da Brindisi a Sassari, dalla stessa Cremona a noi ovviamente. Cantù può essere l’antiMilano? Presto per dirlo ma spero possa diventarlo».

Andrea Piccinelli

Nella foto:
Tutti pronti per la “prima” al Pianella
Alle 18.15 la Pallacanestro Cantù riceve il neopromosso Pistoia. Il ritorno di coach Stefano Sacripanti, nella foto, sulla panchina della squadra brianzola ha caricato l’ambiente e ha creato grande attesa nella tifoseria: gli abbonamenti venduti, infatti, sono stati più di 3.000

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