Cantù, Sacripanti e Awudu commentano l’oro europeo

cantComaschi in trionfo  «Siamo Campioni d’Europa, è fantastico, una emozione particolare, perché salire sul gradino più alto del podio è bellissimo». Non vuole e non può trattenere la sua gioia Stefano “Pino” Sacripanti, coach canturino, all’indomani della grande impresa che lo ha visto guidare l’Italia Under 20 al titolo di campione d’Europa, che mancava dal 1992. Un’impresa incredibile e contro pronostico, ma meritata dagli azzurrini che, dopo un torneo da protagonisti hanno addirittura sbancato le previsioni della vigilia annientando in finalissima anche la favorita e ancora imbattuta Lettonia per 67-60.

«È stato un campionato europeo molto equilibrato che abbiamo vissuto con grande continuità – dice Sacripanti – Abbiamo battuto squadre di livello come Francia, Spagna e Russia. Abbiamo anche rischiato di uscire nella prima fase, pericolo scongiurato proprio vincendo l’ultima gara contro i padroni di casa dell’Estonia». «Poi nella seconda fase ci siamo confermati bene chiudendo al secondo posto e qualificandoci per i quarti dove abbiamo giocato la partita più dura – aggiunge il coach – contro una squadra tosta e fortissima come la Lituania. Una vittoria che ci è valsa la semifinale con la Russia, già battuta nel girone di qualificazione e si adattava bene alle nostre caratteristiche. Sapevamo che ce la potevamo fare e così è stato». Domenica quindi l’apoteosi con il trionfo in finalissima. «Abbiamo realizzato una vera impresa contro la Lettonia, davanti a oltre 5000 persone che tifavano per i nostri avversari. I ragazzi però sono stati fantastici e ancora una volta hanno dato tutti il massimo. Perché questa è la vittoria del gruppo e del lavoro di uno staff straordinario». Un gruppo di cui fa parte come capo medico anche il canturino Federico Casamassima. «C’erano anche giocatori meravigliosi che hanno lavorato sempre benissimo con dedizione, grande disponibilità, e soprattutto con il cuore» spiega ancora Sacripanti. Un successo speciale anche per Pino che aveva già vinto due medaglie: nel 2007 a Gorizia, terzo gradino del podio, e nel 2011 a Bilbao, argento, quando l’Italia si arrese nella finalissima alla Spagna. Ora è arrivato il meritato trionfo con un gioco corale, spumeggiante ed efficace «È vero dopo un bronzo e un argento questa volta volevamo tutti fortemente questo oro continentale, ecco perchè la soddisfazione è grandissima. È una gioia indescrivibile – commenta l’allenatore – i giocatori e tutto lo staff sono stati meravigliosi. Sono una persona realista, ma avevo detto ai ragazzi che avremmo vinto noi l’oro». Ad avvalorare il successo azzurro la proclamazione di Amedeo Della Valle come mvp del torneo e l’inserimento dello stesso Della Valle in compagnia del canturino Abass Awudu nel migliore quintetto dei campionati. «Dedichiamo questa vittoria al pilota Andrea Antonelli, un ragazzo giovane come questi ragazzi scomparso per un tragico incidente – specifica il tecnico – In questo momento un pensiero e un grazie speciale lo rivolgo a tutti gli allenatori che non hanno la fortuna di guidare come me la Nazionale, vivono nel sommerso ma che con sacrifici e passione lavorano per dare continuità al settore giovanile». Già perchè questo oro ha detto che il movimento giovanile italiano è vivo e vegeto. «I ragazzi ci sono e sono bravi, hanno un grande cuore e bisogna dargli spazio, bisogna trovare il modo di farli giocare» conclude Stefano Sacripanti. Una prospettiva che solletica anche le speranze del giovane comasco in forza alla Pallacanestro Cantù Abass Awudu, neo campione d’Europa che ritroverà in Brianza proprio Sacripanti come capo allenatore. Il 20enne di Camerlata è stato grande protagonista, chiudendo con quasi 12 punti e 5 rimbalzi di media a partita con oltre 24’ di impiego: non è un caso che sia stato eletto nel quintetto più forte degli Europei. Per lui una vera consacrazione sul campo a suon di schiacciate e prove di maturità e che corona una stagione che lo ha visto vincere con Cantù la Supercoppa Italiana ed esordire in Eurolega con la prova super contro il Real Madrid. «Mamma mia è un altro sogno che si avvera – confida raggiante Abass – L’anno scorso quando vidi la finale tra Lituania ed Estonia ero sugli spalti e promisi a me stesso di allenarmi più che potevo per arrivare in finale e ce la abbiamo fatta. Adesso, sono sincero, non credo ancora a questa impresa realizzata davanti a 7mila persone. E poi per me questa vittoria e questo trofeo individuale rappresentano il coronamento di tutto l’impegno che ho messo in questi anni». Il giovane comasco nel momento del suo trionfo però ha un pensiero speciale: «Ringrazio tutte le persone che mi sono state sempre vicino a cominciare dai miei familiari, i miei primi tifosi, questo successo è per loro». A completare il trionfo azzurro “made in Brianza” c’è anche Stefano Tonut, figlio del grande ex giocatore biancoblù Alberto che è nato proprio a Cantù. Andrea Piccinelli

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