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Cantù perde due volte

altBrianzoli superati da Avellino e poi sanzionati dalla Federazione

 

Poteva essere una beffa, in caso di successo, ma visto che è giunta una sconfitta il provvedimento è meno amaro.
Dopo aver perso sul campo ad Avellino (63-52), per Cantù è giunta anche una sconfitta a tavolino per 20-0. Un provvedimento preso per la presenza in panchina, al posto di coach Andrea Trinchieri (indisposto) di Bruno Arrigoni, iscritto come

capoallenatore. Ma, secondo la Fip, il primo assistente – Arrigoni è tesserato così – può essere il capo solo una volta all’anno e in casi eccezionali. E il diesse lo aveva già fatto nella partita interna con il Varese. Da qui il provvedimento, che non cambia la classifica del team brianzolo che comunque farà ricorso.
E non cambia nemmeno la delusione per come, sul campo, era giunto lo stop. «Sicuramente abbiamo fatto un passo indietro» aveva detto Lele Molin, il vicecoach che ha gestito la squadra in Irpinia.
Una sconfitta tanto pesante, da far infuriare i vertici societari: la first lady Anna Cremascoli, che aveva difeso la squadra dopo il ko di Brindisi, non ha invece digerito il passo falso in Irpinia è ha tuonato: «Sono troppo delusa dalla prestazione di tutti, non salvo nessuno».
Parole dure che sono lo specchio di un momento veramente difficile per il team biancoblù che è protagonista di un girone di ritorno diametralmente opposto al cammino dopo sei giornate dell’andata.
Il primo a saperlo è Marteen Leunen che si fa portavoce dello spogliatoio: «Siamo molto delusi e non può essere diversamente dopo una partita così brutta – spiega – E pensare che avevamo iniziato bene. Poi, però, ci siamo persi del tutto e non siamo più riusciti a ribaltare l’inerzia. Il momento è duro, ma dobbiamo sforzarci di superarlo lavorando sodo per ritrovare un nuovo assetto e soprattutto quella continuità di rendimento che ci sta mancando da tanto tempo».
«Purtroppo passiamo da super partite come quelle contro Sassari e Varese a prestazioni negative come ad Avellino, incredibile. Insieme però dobbiamo lavorare per uscirne insieme» aggiunge Leunen.
Fatto curioso. Nelle prime sei giornate di questa stagione erano arrivate quattro vittorie e due sconfitte a Sassari e a Varese; ora invece il cammino si è completamente ribaltato, con Cantù che è riuscita a vincere, ironia della sorte, soltanto contro le due capolista Varese e Sassari in casa, perdendo però a Venezia, a domicilio con Roma e nelle ultime due trasferte di Brindisi e Avellino.
Un’involuzione allarmante per i tifosi e tutto l’ambiente. «Nonostante avessimo iniziato bene la gara di Avellino – ammette Molin – con un attacco controllato e una discreta difesa, nel secondo quarto, quando sono stato costretto per ragioni di falli a cambiare giocatori in campo, abbiamo subìto un break pesantissimo che ha rovesciato l’inerzia della partita».
Per Cantù è l’ennesima occasione persa. «Noi sicuramente – ribadisce Molin – abbiamo fatto un passo indietro, quando invece dovevamo dimostrare di essere una vera squadra nei momenti difficili. La nostra formazione sta cercando di metabolizzare questo nuovo assetto». Che, come noto, è cambiato con la rinuncia a Manuchar Markoishvili e l’arrivo di Stefano Mancinelli.
La squadra, tornata da Avellino, si è già messa al lavoro. Non resta ora che guardare avanti e confidare nelle prossime tre partite in diretta televisiva: a cominciare da domenica quando Mazzarino e compagni renderanno visita a Cremona in una partita assolutamente da vincere per morale e classifica.
La FoxTown, infatti, non può permettersi di perdere ulteriore terreno visto che ora è quinta, raggiunta a quota 26 da Milano e tallonata dalla sorprendente Reggio Emilia, che dovrà affrontare in trasferta. Ora si confida nel fattore derby visto che quest’anno Cantù ne ha vinti tre su quattro, gli ultimi brillantemente contro Milano e Varese. Quindi ben venga la gara a Cremona sperando sia la “svolta” buona.

Andrea Piccinelli

Nella foto:
Due momenti della gara persa domenica da Cantù in trasferta ad Avellino, poi è arrivata, ieri, la sanzione della Federazione (foto Ciamillo-Castoria)
5 marzo 2013

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